menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Dipendenze e salute mentale. Ora un’unica rete

22 0
28.09.2026

Spaccio di droga in un’immagine di repertorio

Le notti le passano sveglie. Curve sul tavolo della cucina, in attesa di un ritorno a casa, di una telefonata, di una risposta da un cellulare che squilla a vuoto. Perché lo ha dato via in cambio di una dose. Perché lo ha perso chissà dove, durante l’ennesimo “viaggio” tra crack, eroina, cocaina, pasticche e polveri sintetiche di nuova generazione, il tutto annaffiato da una manciata di benzodiazepine e dall’antipsicotico prescritto. Mix devastanti, spesso letali. Oppure, molto peggio, perché dall’altra parte non c’è più nessuno che possa rispondere. Se invece il telefono di casa squilla, sono la questura o il pronto soccorso.

Un arresto, un ricovero, a volte un trattamento sanitario obbligatorio. Ed è quasi una liberazione: quel figlio, quella figlia, è ancora vivo. Almeno per 24, 48 ore. Il tempo di accendere una speranza fioca come un fiammifero. Il tempo di rimetterlo in strada. Perché chi esce dal reparto con le droghe ancora in circolo non prenota un appuntamento al Serd o al Centro di salute mentale, come si fa per togliere i punti. Corre dallo spacciatore e ricomincia.

Il resto,........

© La Nazione