menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L’odissea delle famiglie bloccate alle Maldive: “Ci hanno proposto charter fino a 2.000 euro a testa”

11 0
05.03.2026

Le famiglie pisane bloccate alle Maldive

Articolo: I 52 turisti aretini bloccati in crociera sotto l’ombra dei missili: “Li abbiamo visti cadere sopra Dubai”

Articolo: Alessio e Lara da Dubai: “I boati fanno paura, sì. Temo di più i tempi lunghi”

Articolo: Famiglia ferma a Dubai. Rabbia e frustrazione: “Ci hanno abbandonati. Ancora senza risposta”

Pisa, 5 marzo 2026 – Una comitiva di 15 pisani, tra cui 5 bambini tra i 2 e i 10 anni, è rimasta bloccata a Malé, alle Maldive, dopo l’attacco su larga scala all’Iran da parte degli Usa e di Israele e la successiva risposta iraniana, che ha portato alla chiusura dello spazio aereo. “In una situazione di emergenza, con persone in ansia e bambini al seguito, non è realistico pensare che ciascuno si organizzi da solo affrontando ulteriori rischi”, ha commentato il consigliere regionale Matteo Trapani, che ha chiesto “una regia istituzionale più forte, con un coordinamento tra Farnesina, autorità consolari e compagnie aeree per garantire rientri a condizioni sostenibili”. Tra i bloccati c’è anche il pisano Giacomo Scalzini che, contattato da La Nazione, ha raccontato cosa è successo.

Guenda, studentessa 19enne bloccata a Dubai: “Una notte da incubo nei sotterranei”

Scalzini, il vostro volo di ritorno era previsto martedì?

“Eravamo partiti sabato e avevamo il volo di rientro previsto martedì 3, ma il 2 marzo, il giorno prima della partenza, è stato cancellato. La compagnia aerea ci ha assistito con voucher pasto e uno spazio dove stare, gli alberghi sono tutti pieni e non siamo riusciti a trovare una sistemazione stabile”.

Vi hanno proposto dei voli alternativi per tornare?

“Ci avevano proposto di volare su Abu Dhabi e poi proseguire verso l’Italia il prossimo martedì 10 marzo, ma il rischio è di rimanere nuovamente bloccati andando negli Emirati”.

Avete contattato le autorità italiane?

“È stato molto difficile, ma inizialmente la risposta è stata che non siamo in un Paese in guerra e quindi non possono fare molto”.

“Successivamente abbiamo parlato con il console qua alle Maldive, che ha proposto un volo di rientro con un charter privato messo a disposizione dall’Italia, ma a pagamento: il primo era di 2 mila euro a testa, compresi i bambini, poi è stato cancellato e ora ne hanno proposto un altro da 1700 euro, che potrebbe imbarcare circa 60 persone considerate fragili. Per accedere, tuttavia, hanno fatto una lista per fragili e famiglie in cui tutti e 15 siamo stati inseriti”.

Quindi siete nella lista?

“Sì, ma bisogna vedere quanti sono i posti disponibili. C’è stata anche proposta un’altra possibilità”.

“Una compagnia delle Maldive si è offerta di portarci via nave gratuitamente, circa 40 persone, a Mauritius, ma poi ognuno avrebbe dovuto organizzarsi da solo per il rientro, e per questo non abbiamo accettato”.

“Se riusciamo, accetteremo il volo charter. Il problema è che non tutti possono permettersi voli a pagamento e c’è anche la paura di essere divisi. E poi posso aggiungere una cosa?”.

“Il mio popolo aspettava quegli aerei”. Leila, l’attivista iraniana che ha fermato il corteo pacifista: “Ora parlo io”

“Finora nessuno ci ha aiutato. Solo stamani (ieri, ndr) ci hanno dato numeri della Farnesina dove però non sempre risponde nessuno”.

© Riproduzione riservata


© La Nazione