Ora la Carrarese giovani si gioca tutto: "Le prossime gare saranno quattro finali"
La capolista del campionato di Prima categoria, la Carrarese giovani, pronta a un finale emozionante
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Alla capolista del campionato di Prima categoria Carrarese Giovani mancano quattro partite per completare un percorso importante e trasformare una stagione già positiva in qualcosa di speciale. Mister Moriani guarda al finale con equilibrio, ma anche con la consapevolezza di avere tra le mani una squadra cresciuta settimana dopo settimana.
"Posso parlare soprattutto degli ultimi due mesi – spiega – nei quali abbiamo dimostrato costanza di risultati, di prestazioni e di mentalità. Però la classifica dice che non basta ancora. È una classifica provvisoria e lo ripeto da tempo: per restare davanti in un girone così equilibrato serve continuità fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata".
Il tecnico riconosce il lavoro della società, ma ribadisce un concetto chiave: a decidere sono sempre i protagonisti in campo. "La società è solida, ambiziosa, vuole costruire qualcosa di importante. Ma poi le partite le determinano i giocatori. E i nostri hanno dimostrato di essere all’altezza della categoria". Da quando è arrivato in panchina, il percorso è stato evidente. "All’inizio eravamo dentro un gruppetto di cinque o sei squadre molto vicine. Oggi abbiamo fatto un cammino importante ed è lì sotto gli occhi di tutti. Ai ragazzi non posso dire nulla: mi hanno dato tanto e stanno continuando a farlo".
La sosta è servita anche per ricaricare le energie mentali. "Quindici giorni utili per stare con le famiglie e ritrovare serenità. A volte fermarsi aiuta a capire davvero quanto sia importante la domenica. Non si va al campo per abitudine: si va per fare qualcosa di significativo". Adesso arriva il momento decisivo: quattro partite che valgono una stagione. "Sono quattro tapponi dolomitici. Si parte con il Romagnano, un derby sentito contro una squadra affamata e sostenuta da un ambiente caldo. Ma noi dobbiamo affrontarla come faremo con tutte le altre: giocare la nostra partita e uscire dal campo senza rimpianti".
Il finale resta tutto da scrivere, con la consapevolezza che nel calcio nulla è scontato. "È uno sport imprevedibile: puoi giocare bene e perdere o il contrario. L’importante è guardarsi allo specchio dopo novanta minuti e sapere di aver dato tutto. Se saremo bravi a mantenere questa posizione fino al 3 maggio, sarà il frutto di costanza, passione e pazienza. Altrimenti significherà che qualcuno avrà fatto meglio di noi. E nel calcio bisogna saperlo riconoscere".
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