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Aula per il Ramadan al Sassetti-Peruzzi, Valditara: “Garantito diritto allo studio. No agli ispettori”

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08.04.2026

Osvaldo Di Cuffa, dirigente scolastico dell’istituto Sassetti - Peruzzi

Articolo: Aule per il Ramadan, il caso in Parlamento. “Nessuna ideologia. Lo chiedono i ragazzi”

Articolo: Sassetti-Peruzzi, aula per il Ramadam. Lega e Fn contestano la scelta. Ma il preside: "Giusto pluralismo"

Firenze, 8 aprile 2026 – Nessuna ispezione ministeriale all’Iis Sassetti-Peruzzi, perché la scuola ha concesso un’aula inutilizzata per consentire le preghiere durante il Ramadan solo per assicurare il diritto allo studio. A mettere una pietra tombale sulle polemiche è il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha risposto alla Camera all'interrogazione presentata dall'onorevole Rossano Sasso (Gruppo Misto), deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, che chiedeva chiarezza in merito alle iniziative di competenza per scongiurare forme di propaganda di ideologia politica o religiosa, presso gli istituti scolastici.

La polemica e la risposta

“In relazione alle polemiche emerse negli ultimi giorni riguardo alla gestione del periodo di Ramadan in un Istituto di Firenze, l'Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana si è immediatamente attivato, chiedendo chiarimenti all'istituzione scolastica interessata. Il dirigente scolastico ha spiegato che la decisione assunta non risponde ad alcuna impostazione ideologica o politica ma si colloca nell'ambito dell'autonomia organizzativa”. Ecco le parole del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

"Alcuni studenti, ha dichiarato il dirigente, hanno chiesto di poter pregare all'interno della scuola, durante la pausa didattica, per non essere costretti ad assentarsi e a perdere diversi giorni di lezione. La scuola ha quindi dichiarato - ha spiegato il ministro - di aver concesso uno spazio inutilizzato, al solo fine di assicurare il diritto allo studio, costituzionalmente garantito. Stante questo chiarimento, non vi sono dunque i presupposti giuridici per un intervento ulteriore degli organi ministeriali e del ministro sul caso in questione”. “È mia ferma intenzione, dimostrata in più occasioni, vigilare affinché - ha sottolineato Valditara - la scuola rimanga sempre un luogo dove si insegni lo spirito critico, nel pluralismo delle idee, nel rispetto della diversità delle opinioni, senza ricorrere mai a forme di indottrinamento o di propaganda. Chiunque contravvenisse a questa impostazione, fondata sulla nostra Costituzione, sarà, secondo quanto prevede l'ordinamento, oggetto di procedimenti disciplinari”.

Era stato proprio il nostro giornale, a fine febbraio, a dar voce al dirigente della scuola, Osvaldo Di Cuffa, il quale, per venire incontro ad una richiesta dei ragazzi di fede musulmana, aveva detto subito sì all’individuazione di un’aula, tra quelle libere in base all’organizzazione giornaliera, in cui far pregare i ragazzi. Per il Sassetti-Peruzzi, scuola multietnica e, da sempre, molto aperta e tollerante, la decisione era venuta naturale. Ma le polemiche da parte del centrodestra erano subito divampate. “Questa è sottomissione all’Islam”, l’accusa.

Ma più volte il dirigente ha spiegato che non aveva trasformato in alcun modo uno spazio in temporanea moschea ma che, semplicemente, nelle settimane del Ramadan i ragazzi hanno pregato in un’aula al momento libera. Prima una, poi due aule, dopo che le ragazze hanno fatto presente la necessità di vivere il loro momento di preghiera separate dai maschi, come impone la fede musulmana. “Una decisione che si inserisce nel quadro dei principi costituzionali di libertà religiosa, inclusione e rispetto reciproco che la scuola è chiamata quotidianamente a promuovere, come presidio fondamentale di convivenza civile, dialogo e democrazia”, aveva scritto Di Cuffa all’Usr.

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