Dal sogno al rischio incubo: coniugi pistoiesi fermi alle Maldive
I coniugi Agostini in un momento della vacanza
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Pistoia, 6 marzo 2026 – Una settimana da sogno, in vacanza alle Maldive, che rischia di protrarsi e trasformarsi nell’incubo di non poter tornare a casa. E’ quello che sta succedendo al pistoiese Riccardo Agostini che era partito con la moglie venerdì 27 febbraio e da oggi, giorno previsto per il ritorno, dovrà cercarsi un alloggio a Malè nell’attesa di trovare un modo per rimpatriare. Sono migliaia gli italiani bloccati all’estero in Paesi asiatici a causa della chiusura dello spazio aereo in Medio Oriente per l’attacco all’Iran di Usa e Israele. Perché anche le zone lontane dal teatro di guerra stanno subendo ripercussioni per quanto riguarda i voli che regolarmente fanno scalo negli aeroporti degli Emirati Arabi troppo coinvolti dal rischio di essere presi di mira dai droni.
Aspettare o annullare la prenotazione? Vacanze, voli cancellati e rotte chiuse: cosa conviene fare
“Siamo arrivati proprio il giorno in cui sono iniziate le ostilità – ci ha raccontato Riccardo – e quasi subito abbiamo saputo che i voli per il ritorno erano stati sospesi. Il problema è che qui sono tantissime le persone italiane e di altri paesi europei che devono rientrare, quindi gli alloggi liberi scarseggiano e di conseguenza sono saliti molto i prezzi. Ci sono persone che hanno molta disponibilità economica e che quindi stanno negli hotel di lusso, mentre alcuni con meno mezzi hanno comprato dei tappeti e dormono dentro l’aeroporto. Per noi il problema inizierà da domani quando finirà la vacanza e dovremo lasciare la stanza che avevamo prenotato tempo fa prima di partire dall’Italia”. Una situazione di stallo, trascorrendo giorni nell’incertezza, in luoghi bellissimi e senza correre i rischi di chi si trova in Medio Oriente.
L’incubo in paradiso delle famiglie bloccate alle Maldive: “Voli cancellati, biglietti per i bambini a 1.600 euro”
"Nessuna comunicazione ufficiale”
“Il problema è anche che non si riesce ad avere informazioni, nessuna comunicazione ufficiale ci è arrivata né dall’ambasciata né dal consolato. Il nostro pensiero fisso è come tornare in Italia – prosegue Agostini – ci sono persone che hanno deciso di partire andando verso destinazioni che non devono fare scalo negli Emirati, passando per Bangkok o gli Usa. Sono soluzioni costose e che richiedono più giorni di viaggio. Se una persona è sola è un conto, ma se si tratta di una famiglia la spesa lievita. Noi speriamo di riuscire a salire su qualche volo charter: ci siamo iscritti in una lista per l’unità di crisi”.
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