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Operaio accoltellato per strada. Agguato per un litigio sul lavoro: il collega condannato a tre anni

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03.04.2026

il giovane aveva sferrato numerosi fendenti contro l’uomo di Monterchi, provocandogli ferite gravi che hanno reso necessario il ricovero in ospedale con una prognosi di 45 giorni

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Il caso dell’accoltellamento avvenuto lo scorso luglio a Città di Castello si è concluso con un patteggiamento che ha fissato la pena a tre anni e quattro mesi di reclusione per il ventunenne di origini serbe responsabile dell’aggressione. La vittima, un quarantenne originario, rimase gravemente ferita durante l’agguato.

L’episodio risale a un pomeriggio estivo, quando i due colleghi, dopo la conclusione del turno di lavoro, si sono incontrati nel parcheggio della zona Frontoni, in viale Franchetti. Quell’incontro, nato da un diverbio professionale, è degenerato rapidamente: il giovane ha sferrato numerosi fendenti contro l’uomo, provocandogli ferite gravi che hanno reso necessario il ricovero in ospedale con una prognosi di 45 giorni.

Inizialmente accusato di tentato omicidio, il ventunenne ha visto l’accusa riqualificata nel corso dell’iter giudiziario. Dopo l’aggressione, il giovane si è dato alla fuga, ma è stato rintracciato dagli agenti del Commissariato di Città di Castello nella sua abitazione a Citerna. Durante il fermo, l’imputato ha tentato di sfuggire ancora una volta saltando dalla finestra, ferendo un poliziotto nel tentativo di resistere al controllo.

La successiva perquisizione domiciliare ha portato alla luce un vero e proprio arsenale nascosto sotto il materasso: coltelli di vario tipo, tirapugni, bisturi e spray al peperoncino. Il giovane ha poi spiegato in aula che il gesto era scaturito da un ambiente lavorativo "difficile" caratterizzato da presunte vessazioni e tensioni.

La condanna finale tiene conto non solo della gravità dell’accoltellamento, ma anche dei tre episodi di evasione dagli arresti domiciliari commessi durante il periodo cautelare. Attualmente il ventunenne – difeso dall’avvocato Eugenio Zaganelli – si trova in carcere, dove sconterà la pena stabilita dal giudice.

Il fatto ha suscitato grande apprensione in città e nei comuni limitrofi, soprattutto a, da cui proviene la vittima, che ancora oggi porta i segni fisici e psicologici di quell’aggressione. La comunità locale ha seguito con attenzione l’evolversi del processo, sottolineando la necessità di tutelare i lavoratori e garantire sicurezza negli ambienti professionali.

Gli investigatori del Commissariato hanno evidenziato l’importanza della collaborazione tra forze dell’ordine e magistratura per ricostruire l’intera dinamica e assicurare alla giustizia l’autore del reato, mentre i medici dell’ospedale hanno confermato la gravità delle ferite riportate dall’uomo, ribadendo l’impatto duraturo sulla sua salute.

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