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Inquinamento: allarme allergie. Diagnosi, cure e prevenzione, vademecum del primario Diego Peroni

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23.03.2026

Un italiano su tre soffre di allergie respiratorie

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Pisa, 23 marzo 2026 – “No agli allarmismi, ma serve consapevolezza” perché, il cambiamento climatico incide anche sulle allergie respiratorie: i casi sono in forte crescita anche a Pisa. La primavera è appena cominciata e Diego Peroni, direttore dell’Unità operativa di Pediatria del Santa Chiara, parla delle allergie tra i bambini e non solo.

Professore, è il periodo peggiore dell’anno su questo fronte.

“Le allergie cominciano in questa stagione, visto che il carico di pollini aumenta sensibilmente. Gli allergeni sono perenni, quindi presenti tutto l’anno, ma a un livello più basso. Ma il carico dato dai pollini è molto alto ora. Ovviamente dipende anche dalle singole giornate, in quelle particolarmente ventose circola molto polline, che a un soggetto allergico dà fastidio”.

Quali i mesi più difficili per le allergie?

“Seguono il calendario dei pollini: le graminacee fioriscono tra aprile e maggio. Il problema è che il calendario, a causa del riscaldamento climatico, si è modificato, non esistono più stagioni precise e così anche il carico pollinico è distribuito su un periodo più lungo. Il bambino e l’adulto sensibilizzato hanno più problemi. Inoltre l’inquinamento veicola i pollini ed è dunque più facile sensibilizzarsi”.

Vedete tanti casi in ospedale?

“La sensibilizzazione arriva anche al 30%, la malattia emerge solo nel 10-15% e si osserva maggiormente in alcune età, nei bambini e negli anziani. nell’adulto è più sotto controllo. Sono circa 600-700 i pazienti ogni anno che accedono al nostro ambulatorio”.

“Starnuti, naso chiuso e prurito, ma soprattutto la persistenza, che fa capire che non si tratta di un comune raffreddore”.

A quel punto che cosa fare?

“È bene parlarne con il pediatra o il medico curante e fare un approfondimento allergologico. Si può svolgere in ospedale o da medici con semplici test: il Prick (cutaneo). Così si può avere una diagnosi, scoprendo il livello di allergia e stabilire la terapia”.

In che cosa consiste?

“La rinite allergica è determinata da un’infiammazione che nei casi più gravi può portare alla cosiddetta ‘febbre da fieno’. Si cura con steroidi topici che funzionano meglio in sinergia con l’antistaminico che toglie il fastidio”.

L’allergia può essere pericolosa?

“No ma può incidere molto sulla qualità della vita, se il bambino dorme poco o male, questo può avere ripercussioni sull’attività scolastica; per l’adulto sul lavoro. Quando i sintomi si ripetono e sono acuti, si può ricorrere all’immunoterapia, un vaccino specifico per quel determinato allergene che toglie il livello di sensibilizzazione allergica. L’allergologo pediatra può stabilire una terapia desensibilizzante per prevenire anche l’insorgenza dei sintomi. In questo caso la cura è preventiva”.

Anche in età precoce.

“Le allergie insorgono anche in età prescolare. Le infezioni virali sono più frequenti e importanti nel bambino allergico che quindi si ammala più spesso”.

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