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Capitale della Cultura. Massa mostra i muscoli: "La candidatura ha risvegliato una voglia di riscatto apuano"

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28.02.2026

La delegazione capitanata dal sindaco Persiani ascoltata ieri in commissione a Roma. L’appello: "Dateci questa opportunità: noi siamo pronti". La decisione fine a marzo.

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Tradiscono un po’ di emozione le prime parole del sindaco Francesco Persiani pronunciate per svelano le bellezze culturali e naturali della nostra terra alla commissione riunitasi in Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma per decidere chi sarà, tra le 10 città in lizza, a essere capitale italiana della cultura del 2028. Commissione formata da Davide Maria Desario (presidente), Stefano Baia Curioni, Vincenzina Diquattro, Luca Galassi, Luisa Piacentini, Davide Rossi e Vincenzo Trione. Il verdetto a marzo: chi vince riceverà un finanziamento di un milione di euro. Sarà il Consiglio dei Ministri ad assegnare il titolo su proposta del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

È consapevole il primo cittadino di quanto questa sia un’occasione più unica che rara di potersi scrollare di dosso l’etichetta di terra di confine, l’essere giudicato un territorio poco attraente. E allora inizia il racconto di una "terra che non urla, ma che resta nella memoria" come ha ricordato lo stesso Umberto Broccoli, il presidente del Comitato scientifico, presente nella delegazione formata da 80 persone che si è presentata all’audizione di ieri mattina. Le statue Stele, i cento castelli, la Lunigiana, il mare e le Apuane, il teatro Guglielmi, il Museo della stampa a Fivizzano, il marmo, e molto altro ancora: un dossier con una visione corale per oltre 200 progetti, dal valore complessivo e strutturale tra i 70 e 80 milioni di euro (con 5 di partenza).

"Spesso siamo stati considerati una terra di confine – spiega il primo cittadino –, ma in realtà noi siamo una cerniera, un passaggio tra Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, tra Europa e Mediterraneo. Una via di comunicazione antichissima, da qui passavano le legioni romane e una frontiera con il mondo longobardo. Siamo anche la Via Vandelli, che conduce da Modena a Massa, siamo la via del Sale e la linea Gotica. Siamo orgogliosamente la terra dei cento castelli, dei Malaspina. La candidatura ha risvegliato un desiderio di riscatto: quello di ricreare il nostro rinascimento apuano, partendo dalle origini più antiche. Siamo i discendenti dei liguri apuani, una meravigliosa terra abbracciata dalle Alpi Apuane. Poeti come Pascoli e D’Annunzio hanno saputo esaltare questa terra nelle loro opere".

"Sono romano – ha detto Broccoli –, ma sono rimasto estasiato da questo territorio: qui c’è un riassunto esistenziale della bellezza italiana. Mi ha colpito la partecipazione della comunità la scorsa estate nel costruire i progetti. Poi, i 17 comuni della Lunigiana indicano una sola cosa: ’siamo uniti nelle differenze’, i campanili fanno rete. Poi c’è il marmo: ditemi una parte del mondo che non ne ha un pezzo. Siamo anche la terra dei castelli e di Dante. C’è la cava di Brugiana: immaginatela di notte a ferragosto che diventa un teatro. Luna e ’Marte’: un centro di arte visiva che regalerà possibilità culturali. E ancora, le statue Stele, palazzo Bourdillon e il teatro Guglielmi: 300 anni fa nasceva Pietro Alessandro, un grande compositore protagonista del suo tempo". Emanuele Bertocchi, coordinatore del Comitato promotore alla candidatura, ha esaltato le bellezze e la storia della Lunigiana "Questa è la terra dei cento castelli. Ha un’antica vocazione all’accoglienza, che è indissolubilmente legata a questo territorio. Il nostro miele, altra eccellenza, avrà reso meno amaro l’esilio di Dante dalla sua terra. Qui c’è una ricchezza fatta di fede, fatica e ingegno, la pietra ci ha spinto a restare e sciogliere le differenze". Emozionato anche l’ex direttore dell’Accademia di belle arti di Carrara, Luciano Massari, anche membro del club Unesco: "I giovani possono fermarsi da noi e praticare l’arte legata al materiale, ma anche sperimentando le nuove tecnologie. La nostra città è inclusiva. I nostri monti hanno servito Michelangelo, Bernini, Canova. Qui si respira arte".

Irene Sanesi, responsabile del dossier: "La luna, i progetti, la pietra, i cantieri, la promozione del patrimonio, dei veri e propri neo luoghi come le vie e i cammini, il ’Marte’. Ci candiamo su tre pilastri: il welfare culturale, ovvero la cultura è una risorsa di salute, di prevenzione. Il secondo, gli indicatori non solo ambientali, ma culturali, per una cittadinanza contemporanea, che entrano nel mondo del tessuto economico di produzione, e qui abbracciamo tutti, dai balneari ai cavatori. Terzo, un piano strategico di raccolta fondi, anche utilizzando le leve fiscali dell’Art bonus".

"Pietre simboliche, ma concrete – ha concluso il sindaco –: le scuole, le istituzioni, i cittadini, la diocesi, le imprese, tutti hanno voluto camminare insieme a noi. Un futuro che vogliamo creare per le nuove generazioni: dateci la possibilità, non ve ne pentirete".

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