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E’ morto Romeo Buffoni. Il pittore dei nostri monti

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09.04.2026

Romeo Buffoni, il pittore dei boschi. Si è spento all’età di 68 anni

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Addio a Romeo Buffoni, il pittore dei boschi. Si è spento a 68 anni, lasciando un vuoto profondo nella compagna Renata, nel fratello Guido e in tutta la comunità artistica locale. Negli ultimi tempi Buffoni si era trasferito a Marina di Carrara, ma il suo cuore era rimasto a Carrara, in quel vicolo dell’Arancio dove per anni aveva avuto il suo atelier, finché il Comune non decise di farglielo chiudere.

Conosciuto da tutti come il pittore dei boschi, Buffoni non era solo un artista naturalista capace di animare le tele con fitte vegetazioni, ma era l’anima pulsante del centro storico. Il suo atelier era un punto di riferimento, una luce sempre accesa che accoglieva non solo le sue opere ma anche quelle di colleghi e amici. Fondatore degli Artisti del Borgo e promotore del Simposio, Romeo ha lottato per mantenere viva l’identità culturale di Carrara, soffrendo profondamente quando il Comune dispose la chiusura del suo fondo per motivi di sicurezza, un distacco che non aveva mai del tutto superato.

La sua opera più celebre e discussa resta il murale di 12 metri realizzato con Roberto Alessandroni sotto la ‘volta’ di vicolo dell’Arancio. Commissionato durante una Marble Week come opera celebrativa, si trasformò in un potente atto di accusa: un enorme tritacarne che divora le montagne di marmo. Nel dipinto, tre piccioni simboleggiano i cittadini costretti a raccogliere le briciole di una ricchezza che sembra non appartenergli, immersi nella marmettola, simbolo dell’inquinamento legato all’estrattivismo selvaggio. Quell’opera, nata per dare lustro, divenne invece lo specchio delle contraddizioni della città.

Di Buffoni sono anche le due grandi tele appese nella sala di rappresentanza del Comune di Carrara. Romeo era molto conosciuto in città e nel centro storico, dove per anni ha dipinto le sue tele animate da boschi e vegetazione. Un pittore naturalista ma anche un ambientalista convinto, che in più occasioni ha realizzato opere di denuncia all’estrattivismo. Era l’anima artistica del centro storico, nel suo piccolo atelier oltre alle sue opere ospitava spesso le produzioni di altri artisti. La luce del suo piccolo fondo era sempre accesa, e quando il Comune decise di chiudere l’atelier per motivi di sicurezza Buffoni in quella stanza lasciò il suo cuore.

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