L’assoluzione della Cassazione dei pm del caso Eni
Si celebri il funerale della “cultura della giurisdizione”
La notizia è che la Cassazione ha assolto nel merito i pubblici ministeri di Milano De Pasquale e Spadaro, perché l’aver omesso di riversare nel fascicolo d’ufficio, mettendoli così a disposizione dei difensori e del giudice, documenti favorevoli ad alcuni dirigenti dell’Eni, accusati di corruzione internazionale, non costituisce il reato di omissione d’atti d’ufficio. Infatti, per la Cassazione, la regola per la quale il pubblico ministero ha l’obbligo di ricercare le prove anche a favore dell’imputato, lungi dall’essere assoluta, è solo funzionale alle indagini preliminari e al corretto esercizio dell’azione penale: ne viene che tale regola è inscritta all’interno della discrezionalità di cui gode il magistrato, insindacabile dal difensore e dalla medesima Cassazione.
E qui mi fermo, colto da una certa pena, perché mi pare proprio che la Cassazione non capisca quello che dice e che perciò dica quello che non capisce. Avanzo perciò alcune brevi critiche. Pare innanzitutto che per la Cassazione il processo penale sia null’altro che uno strumento di ricerca della verità storica dei fatti accaduti, avvalendosi dei mezzi messi a disposizione dalle varie........
