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Rossini: Alzheimer, possiamo davvero fermarlo? (Video)

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07.10.2026

Medicina a km 0. La sfida della diagnosi precoce e delle nuove terapie

“La vera sfida oggi non è soltanto capire chi ha l’Alzheimer, ma riuscire a capire con largo anticipo chi svilupperà la malattia e come evolverà”. È uno dei nodi sui quali si concentra la ricerca del professor Paolo Maria Rossini, neurologo e neuroscienziato, direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione IRCCS San Raffaele da anni impegnato nello studio delle malattie neurodegenerative, coordina diversi studi multicentrici che affrontano l’analisi comparativa dei risultati neurofisiologici con altri biomarcatori per l’identificazione precoce della condizione di MCI (Mild Cognitive Impairment) prodromica alla demenza. 

L’Alzheimer, infatti, non comincia necessariamente quando una persona inizia a dimenticare i nomi, gli appuntamenti o le parole, come spiega il prof Rossini nel video all’interno di questo articolo: i cambiamenti biologici nel cervello possono iniziare anche 20 anni prima che compaiano i sintomi. Ed è proprio qui che si gioca una delle partite più importanti della ricerca: riuscire ad intercettare la malattia quando è ancora possibile intervenire.

Ma che cosa provoca davvero l’Alzheimer? L’età rappresenta il principale fattore di rischio, ma non è l’unico. Entrano in gioco la genetica, la salute cardiovascolare, la pressione arteriosa, il diabete, l’attività........

© L'Opinione delle Libertà