L’impronta francese nel cortile africano: il Franco Cfa
Come commenterebbe un cittadino nigerino la riconferma di Parigi a roccaforte dei diritti dopo le ultime elezioni comunali? Beh, forse avrebbe qualcosa da ridire. Come lui, tanti altri di ben 14 Nazioni africane la cui valuta ufficiale è niente di meno se non la più grande eredità coloniale francese: il Franco Cfa (Colonie francesi d’Africa). In uso dal secondo dopoguerra, si presenta oggi in due varianti, il Franco Cfa dell’Africa occidentale e quello dell’Africa centrale, dettando gli scambi di una vasta area, un tempo quasi tutta colonia francese. La moneta, prima vincolata da un cambio fisso al franco francese e poi all’euro, viene tuttora stampata dall’erario francese, garantendo la corrispondenza tra un euro e ben 655,96 Franchi Cfa. Dei suoi effetti economici una duplice narrazione viene portata agli occhi dei lettori, incardinata su rappresentazioni dell’Esagono che spaziano da generoso tutore a quello di severo gendarme. Imperativo assoluto nelle argomentazioni a sostegno della valuta è il contenimento della volatilità monetaria per i Paesi aderenti. Ad assolvere questo compito sarebbe proprio il cambio fisso con l’euro, da cui, peraltro, deriva la promessa di stabilità e inflazione contenuta.
A frammentare il quadro appena delineato è, però, un lungo non detto, scoperchiato dai........
