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L’eccesso di protezione, il nemico dell’industria

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18.04.2026

Quando la politica promette competitività, spesso prepara il terreno alla sua negazione

“Abbiamo bisogno di un’Europa che funzioni (…), abbiamo bisogno di decisioni rapide (…), abbiamo bisogno di essere competitivi…”. E ancora: “Abbiamo bisogno di fare debito pubblico” per crescere e sostenere la transizione. Le parole del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, pronunciate alcuni giorni orsono alla Camera dei deputati e rilanciate da agenzie di stampa e quotidiani, riassumono bene il clima che attraversa oggi il mondo produttivo: preoccupazione, richiesta di intervento, invocazione di una regia pubblica più incisiva. Ma è proprio qui che si annida l’equivoco.

L’industria europea non soffre infatti per mancanza di strategie pubbliche, ma per l’eccesso di esse. È entrambe le cose, schiacciata da un sistema che pretende di guidare i processi economici dall’alto, sostituendo segnali di mercato con obiettivi politici. Si parla di “visione industriale”, ma ciò che emerge è spesso una sequenza di interventi discontinui, regolazioni mutevoli e incentivi che distorcono anziché orientare. In questo contesto,........

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