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Dal catasto all’algoritmo: la proprietà sotto assedio

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monday

La nuova caccia alle “case fantasma” segna una svolta: il controllo diventa permanente e il sospetto la regola

C’è una nuova stagione del fisco italiano, e non passa da una riforma ma da un algoritmo. La caccia alle cosiddette “case fantasma”, rilanciata dal Documento di finanza pubblica 2026, non è una semplice operazione di aggiornamento catastale: è il segnale di un cambiamento più profondo nel rapporto tra Stato e proprietà. Oggi non si controlla più a campione, si analizza tutto, si incrocia ogni dato, si segnala ogni anomalia. E, soprattutto, si presume.

Non si tratta semplicemente di innovazione tecnologica, ma di un mutamento di logica. L’intelligenza artificiale utilizzata dal fisco scandaglia immagini, mappe e archivi per individuare difformità e incoerenze. Il risultato, però, non è soltanto una maggiore efficienza amministrativa: prende forma un controllo sempre più continuo e generalizzato, nel quale il cittadino è chiamato a giustificare ciò che possiede.

La questione, del resto, non riguarda più soltanto gli immobili “fantasma”. La stessa impostazione si estende anche agli edifici interessati da bonus edilizi e Superbonus, rispetto ai quali vengono verificati l’aggiornamento delle rendite catastali e l’allineamento delle banche........

© L'Opinione delle Libertà