Vannacci: anatomia di un’ascesa tutt’altro che spontanea
Sulla fragorosa esplosione del fenomeno di Roberto Vannacci si sono alimentati, per mesi, dubbi, interrogativi e perplessità di ogni genere e specie. Tutto merito dell’astuto e disinvolto generale? O, piuttosto, più demerito de la Repubblica e della stampa cosiddetta “progressista”, che, credendo probabilmente di fargli un torto, ha finito, in realtà, per fungere da cassa mediatica e amplificare esponenzialmente idee e posizioni del militare? O forse, perché no, entrambe le alternative appena proposte, sebbene appaia tuttora estremamente complesso comprendere quali siano i meriti dell’uno e quali, invece, i demeriti degli altri. E se invece esistesse una terza via, qualcosa di inedito e finora sottovalutato, assai diverso dalla martellante narrazione tanto in voga nell’ultimo biennio? Se dietro la prepotente e rapida ascesa politica di Roberto Vannacci si celasse, in realtà, qualcosa di non del tutto spontaneo, qualcosa di ben più ampio e complesso di un normalissimo........
