menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

America First: il nuovo paradigma della politica internazionale

9 0
09.07.2026

Molti osservatori continuano a interpretare Donald Trump come un incidente della politica americana: un leader imprevedibile, populista, capace di trasformare ogni dichiarazione in uno spettacolo mediatico. È una lettura rassicurante, ma probabilmente sbagliata. Trump non rappresenta una parentesi nella storia degli Stati Uniti. Rappresenta, piuttosto, il punto d’arrivo di una trasformazione iniziata con la fine della Guerra fredda. L’America di Trump è, da un lato, il fallimento di alcune politiche perseguite dalle amministrazioni democratiche statunitensi, come l’idea di esportare la democrazia attraverso gli interventi militari o la strategia di costante contrapposizione alla Russia; dall’altro, segna un profondo cambiamento nel paradigma delle relazioni internazionali rispetto a quello a cui eravamo abituati con i precedenti presidenti americani, compresi molti repubblicani. Non è facile stabilire se il suo stile comunicativo, fatto di annunci improvvisi e dichiarazioni sui social, sia una precisa strategia politica oppure il riflesso di una nuova epoca (quella digitale) nella quale un semplice messaggio è in grado di far crollare o risalire i mercati finanziari nel giro di poche ore.

È però evidente che il mondo nato dopo Yalta ha favorito l’affermazione di un capitalismo finanziario sempre meno regolato e sempre più svincolato da controlli politici e sociali. Per decenni abbiamo creduto che gli Stati Uniti fossero il garante dell’ordine internazionale, il Paese chiamato a difendere la democrazia e l’Occidente. Oggi scopriamo che quell’America non esiste più. Non perché sia venuta meno la sua forza economica o militare, ma perché è cambiata la gerarchia delle sue priorità. I valori restano importanti, ma vengono subordinati agli interessi nazionali. Il capitalismo ha vinto la sfida storica contro il collettivismo comunista, ma molte delle questioni sociali che il comunismo aveva esasperato e trasformato in battaglie ideologiche sono rimaste irrisolte. Inoltre, il capitalismo ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento: convive senza particolari........

© L'Opinione delle Libertà