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La rete nell’ombra: killer e sabotatori reclutati per conto di Mosca

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16.09.2026

Quarantamila dollari per uccidere un dissidente russo negli Stati Uniti. Venticinquemila per eliminarne un altro in Lituania. Mille o millecinquecento per fotografare case, controllare indirizzi e preparare il terreno. Dietro queste cifre emerge una rete clandestina che attraversa Russia, Stati Uniti ed Europa e conduce fino agli apparati di intelligence di Mosca. Il 15 settembre la procura federale del Southern District of New York ha reso pubblico un atto d’accusa contro cinque persone tuttora ricercate: i russi Yuri Khrameev e il figlio Kirill, i cubani Oemis Romagoza Durruthy e Yaidel Delgado Suarez e il venezuelano Angel Eduardo Castro. Il documento giudiziario descrive una “Russian Intelligence Services Network”, una struttura utilizzata per organizzare operazioni clandestine all’estero, nella quale ufficiali dell’intelligence, intermediari, reclutatori ed esecutori vengono mantenuti il più possibile separati tra loro. Al centro della rete compare Yuri Khrameev, 63 anni, indicato come colonnello dell’intelligence russa e conosciuto come “Colonel Yuri”. Il figlio Kirill, 27 anni, viene identificato come ufficiale dell’Fsb, il Servizio federale di sicurezza russo. Accanto a loro emerge Oemis Romagoza Durruthy, cittadino cubano residente da anni in Russia, con funzioni di coordinamento e supporto logistico.

Suarez, soprannominato “Viking”, avrebbe operato soprattutto come reclutatore, mentre Castro avrebbe cercato persone disponibili a svolgere materialmente gli incarichi negli Stati Uniti. La vicenda più recente risale all’estate del 2026. Il 29 luglio Castro contatta attraverso un’applicazione di messaggistica cifrata un cittadino venezuelano residente a Brooklyn. La prima richiesta sembra limitata: trovare qualcuno nell’area di Washington disposto a fotografare determinati luoghi collegati a un importante dissidente russo. Per quelle attività vengono promessi tra mille e 1.500 dollari. Dopo........

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