L’illusione della pace senza deterrenza
Le recenti dichiarazioni dell’eurodeputato tedesco Michael von der Schulenburg, esponente del Bündnis Sahra Wagenknecht – formazione nata da una scissione della sinistra radicale (Die Linke) – riaprono un dibattito che ciclicamente riaffiora nel panorama europeo: quello tra chi considera la sicurezza del continente il risultato di un solido equilibrio di deterrenza e chi, al contrario, continua a ritenere il riarmo un errore, indicando nel negoziato con la Russia l’unica via percorribile. Una posizione, quest’ultima, che appare decisamente pericolosa alla luce dei fatti.
Von der Schulenburg sostiene che un aumento delle spese militari non garantirebbe maggiore sicurezza e che, al contrario, l’Europa dovrebbe puntare con decisione su un processo negoziale con Mosca, arrivando persino a riconoscere una sorta di responsabilità condivisa nel mantenimento della pace nel continente. È una visione che si inserisce in una tradizione politica ben precisa, quella di una certa politica europea che, di fronte ai conflitti, sceglie sistematicamente la via più comoda: quella dell’equidistanza. Una postura che non nasce da equilibrio o lucidità, ma da una sostanziale rimozione delle responsabilità, fino a renderle indistinguibili. In questa narrazione, aggressori e aggrediti finiscono........
