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Te la do io l’Europa! Gli orfani del trumpismo

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Donald Trump è la medicina oppure la rovina dell’Europa? Che, però, va detto è rovinata di suo, visto che grida per i dazi esterni imposti dagli Usa, ma è paralizzata da quelli interni e dalle sue storiche incapacità decisionali, addirittura messe nero su bianco nei Trattati europei, vedi diritto di veto e clausole di opt-out. Ovviamente, per rispondere alla domanda iniziale occorre distinguere le due facce della medaglia Global South/Nord e vedere da vicino di che cosa si tratta. Nella versione “testa” c’è la fusione ideale di due continenti, quello europeo e nordamericano, mentre nella versione “croce” le due Americhe restano da sole (in quanto emisfero occidentale di interesse vitale per gli Stati Uniti), senza più il cordone ombelicale europeo. Ora, fa più danno un Trump che ci lascia da soli ad auto-amministrarci la nostra impotenza, o il modello precedente per cui la nostra sicurezza energetica (e non solo) la traevamo tenendoci letteralmente agganciati alla canna del gas russa? Ora, è chiaro che quello schema a matrice dichiaratamente prussiana dello Stream I e II aveva un doppia convenienza dai due lati del fornitore e del consumatore perché, alla fin fine, comprando energia dalla Russia pagavamo il suo benessere interno, per l’ovvia ricaduta dei nostri acquisti energetici esteri in cambio delle nostre merci e, quindi, il colosso nucleare non aveva alcun bisogno di minacciarci, visto che eravamo la sua gallina dalle uova d’oro. Intanto, però, avendo fatto l’errore strategico imperdonabile di umiliare la Russia post-sovietica dopo il 1991, nemmeno........

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