menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Populismo caterpillar: la creatività distruttiva

12 0
24.06.2026

Conoscete il marchio più famoso del mondo per le macchine movimento terra, la nota Caterpillar? Non per nulla è americana, come Enola Gay che nel 1945 rase al suolo un’intera città, per poi ricostruirne una nuova di zecca. Ecco, grosso modo, in politica certe forme di populismo de-costruttore tendono allo stesso risultato. Tutto ha inizio nel 2016 quando una ristretta maggioranza di britannici votò per la Brexit, a dispetto dei tre maggiori partiti nazionali favorevoli al “Remain”, inaugurando cosi l’era del populismo demolitore (dei vecchi equilibri della Guerra fredda). Da lì, lentamente, è iniziato un tentativo di restaurazione che oggi vede la sua fine con la profonda crisi che attraversata dall’attuale Governo laburista, con le dimissioni di Keir Starmer. E questo perché alle recenti elezioni amministrative il Labour ha perduto 1.500 seggi, cedendo il controllo di 38 council (equivalente inglese che sta tra comune, provincia e città metropolitana), mentre Reform Uk del padre della Brexit, Nigel Farage, ha fatto meglio di conservatori e laburisti guadagnando 1.400 nuovi seggi. Il Labour però ha perduto voti anche alla sua sinistra, con il Green Party che ha vinto centinaia di competizioni locali con la sua politica fortemente anti-israeliana. Nel Galles è andata anche peggio, dato che il partito di Starmer è finito in coda dopo Reform e gli indipendentisti di Plaid Cymru. Morale: requiem per il bipartitismo britannico, con la fine conseguente delle formazioni centriste a causa dell’affermarsi del multipartitismo. Se invece di amministrative si fosse trattato di elezioni legislative, è poco ma sicuro che il nuovo Parlamento sarebbe stato ingovernabile, a causa dell’attuale sistema di voto “First-past-the-post” (uninominale secca: il più votato del collegio si prende il seggio), per cui i........

© L'Opinione delle Libertà