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Nato al freddo, fratelli coltelli

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20.01.2026

Ci sono coltelli d’acciaio e coltelli di ghiaccio, e la Nato li usa entrambi in un duello rusticano tra membri della stessa famiglia occidentale, destinato a lasciare segni nel tempo. L’Eurasia di Russia e Cina ci guarda e se la ride, dato che l’Occidente per il loro diletto sta giocando tre ruoli in uno: arbitro, vittima e carnefice. Un vero Teatro dell’Assurdo il nostro, a beneficio di tutti coloro che ci guardano da fuori.

Siccome non possiamo fare di meglio, ci attendiamo addirittura il peggio, aumentando i nostri stati d’ansia, per cui si insiste a parlare (o ad auspicarsi, il che è peggio) un tentativo Usa che mandi in scena con il rapimento eclatante di Alì Khamenei il secondo episodio della serie Cops for Freedom. Ma se gli americani lo dovessero fare con i famosi boots on the ground, tipo Iraq 2.0, allora varrà la pena tenere i nervi molto saldi, ricordando che tra Iran e Iraq ci sono centinaia di migliaia di miliziani sciiti fanatici, che non aspettano altro che immolarsi suicidi contro i Satana occidentali.

Se fosse praticabile (cosa del tutto dubbia), l’alternativa vera sarebbe di armare il popolo iraniano e le sue élite antikhomeiniste, come fece l’Inghilterra con i moti mazziniani. E qui, però, faremmo bene a renderci conto che le satrapie e le dittature mediorientali (petrolifere o meno) hanno il terrore di una riedizione delle Primavere arabe, e quella eventuale iraniana sarebbe del tutto destabilizzante per i loro regimi, a causa dell’inevitabile effetto domino, cosa che li conduce a puntellare l’odiatissima teocrazia........

© L'Opinione delle Libertà