Mercenari d’Africa: armata rossonera
Che ci fa un africano del Governatorato di Luxor (Egitto) con la divisa dell’Armata rossa? Stessa domanda per tanti come lui, uomini e donne, reclutati dai Paesi del Sud globale e presi intrappola dai reclutatori “rossi”, che offrono loro “lavoretti” con (illusori) compensi da manager. La storia è lunga, e prova a far luce sul punto il quotidiano di sinistra francese Le Monde. Non pochi di loro sono vittime di una truffa di regime, in quanto residenti con permesso di studio: arrestati con l’accusa di traffico di droga (la sicurezza russa è maestra in questo genere di cose), per evitare la condanna a vari anni di prigione sono stati invitati ad arruolarsi per andare a combattere in Ucraina, a fronte di una discreta paga, vantaggi finanziari e la cittadinanza russa dopo il congedo. Come rifiutare un’offerta così generosa? Del resto, è da febbraio 2022 che Mosca, volendo evitare forme di coscrizione obbligatoria fortemente antipopolari, recluta a tutto campo (con un totale di 27mila mercenari dall’inizio della guerra, secondo alcune fonti internazionali) per ripianare le perdite al fronte tra soldati feriti o caduti, che le stime degli esperti danno a 35mila al mese, pari a più 1,6milioni in quattro anni di guerra. Ma, oltre le catture via chat, come vengono reclutati questi mercenari africani? Se prendiamo l’Egitto, sarà bene dare un’occhiata alla pubblicità fraudolenta affissa da un’agenzia di viaggi in prossimità del Centro di cultura russa del Cairo, a beneficio di giovani che desiderino andare a studiare in Russia, in alternativa al sovraffollamento delle università egiziane. Altre filiere di reclutamento riguardano offerte di lavoro nel settore edilizio, che vanno dai 1,7mila ai 2,5mila euro mensili, corrispondenti a salari da sogno per chi ha un reddito medio di 200 dollari al mese. Idem, per quanto riguarda altre migliaia di casi di........
