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I confini degli imperi: né guerra né pace

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09.03.2026

Che cosa si può dire agli attuali timonieri del mondo? Quello che nel 1970 disse alla base-terra con estremo tatto ed educazione il comandante della navicella spaziale Apollo 13: “Houston, abbiamo un problema”. E quale sarebbe, nel nostro caso? Non riusciamo a vedere i confini terrestri tra i grandi imperi rinascenti. E questo del “blurring” (“smarginamento” del perimetro) è una cosa serissima, per cui l’interrogazione da parte del mondo intero ai neo imperatori (la cui unità di misura è il diritto della forza, e non più il viceversa) è la seguente: “Quale ritenete sia, secondo ciascuno di voi, il giardino di casa vostra?”. Qualcuno, come l’America trumpiana, ha già risposto: la sfera di influenza che gli Usa si sono auto-assegnati è l’emisfero occidentale. Ecco, almeno una definizione di limite e di confine imperiale l’abbiamo acquisita. Prendiamo ora in esame la Cina: fin dove si intende esteso il nuovo impero celeste della “Guida Suprema” Xi Jinping? Oltre a Taiwan, tutti gli Stan-States più l’Indocina? O, molto più pericolosamente, la partita tra Russia, Cina e India comprende la leadership indiscussa della nebulosa statuale dei Brics ? Prendiamo la Russia di Vladimir Putin: quali sarebbero i nuovi confini che debbono separare l’Eurasia dall’Europa Occidentale nelle mappe segrete del Cremlino? Quelli della defunta Urss? E da ristabilire come? Con una guerra infinita, dopo che l’Ucraina ha definitivamente messo fine ai sogni napoleonici della rapida riconquista militare?

Se Mosca volesse rivendicare come sua la sfera di influenza che ricomprende l’Europa dell’Est di epoca sovietica, come farebbe a ottenere il ritorno forzato nella Russia zarista di Polonia, Ungheria, ex Cecoslovacchia, Bulgaria e Romania, oltre a Ucraina, Bielorussia e Stati Baltici, che........

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