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C’è chi dice “No”: Viva il gattopardo!

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25.03.2026

La “Costituzione più bella del mondo non si tocca!”. Quante volte lo avete sentito dire in questa campagna referendaria? Peccato, però, che nel 2001 il referendum confermativo sulla riforma del Titolo V modificava o abrogava ben “quindici” articoli di quella “sacra” Costituzione! Stravolgendo, tra l’altro, un ordinamento importantissimo per la divisione delle competenze legislative tra Stato ed Enti locali, con totale soppressione dei controlli dell’Amministrazione centrale nei confronti delle Autonomie, di lì in poi sacralizzate, con costi e sprechi incalcolabili per i bilanci pubblici. E fu proprio quella riforma del 2001 a creare venti piccole repubbliche regionali e altrettante fameliche, nonché pletoriche burocrazie locali, che hanno prodotto un regime caotico di inefficienze e di disuguaglianze nelle prestazioni di servizi pubblici essenziali, come sanità, scuola e trasporti. Questo perché nel tempo non è subentrato nessun meccanismo centralizzato, che facesse obbligo erga omnes di “copiare da chi fa meglio” (benchmarking, in inglese), premiando le amministrazioni regionali virtuose e penalizzando viceversa le meno efficienti. Bastava, a questo scopo, creare organismi nazionali indipendenti di garanzia per la verifica e il rispetto dei livelli quanto-qualitativi sia nelle prestazioni nei servizi pubblici, sia nelle perfomance della dirigenza amministrativa locale. Per non parlare poi del saccheggio del territorio, abbandonato a ogni sorta di speculazione, in assenza di un’armonizzazione della programmazione territoriale e dell’urbanistica, regionale e interregionale, tale da coinvolgere tutti gli Enti Locali interessati nella condivisione e valorizzazione delle risorse. La recente, devastante epidemia da Coronavirus ha mostrato in tutti i modi, per quanto riguarda la sanità pubblica, i severi limiti del modello regionale, senza però........

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