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Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?

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16.03.2026

In questi giorni si fa un gran parlare del diritto internazionale, trascurato dall’intervento americano in Iran così come, quattro anni fa, dalla Russia in Ucraina e molte altre volte nel secolo scorso, dall’invasione tedesca della Polonia nel 1939 a quella irachena del Kuwait nel 1990. E si potrebbe continuare. È del tutto evidente che il diritto internazionale non funziona e che il sogno del filosofo Ugo Grozio il quale, nel secolo XVII, aveva inaugurato la lunga stagione del tentativo di regolare i rapporti politici e i conflitti armati fra gli Stati, è rimasto largamente tale. Tutti gli analisti sono concordi nel ritenere che la debolezza intrinseca del diritto internazionale è dovuta principalmente alla mancanza di un organo che sia in grado di infliggere sanzioni ai Paesi trasgressori e l’Onu, da parte sua, non ha alcun potere reale in merito, come dimostra, fra l’altro, la decisiva presenza sia della Russia sia degli Usa fra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

D’altra parte, al di là di tutto questo, sussiste un problema, difficilissimo da risolvere in termini legali universali, che investe la logica più che il diritto e ha a che fare con il carattere monco del diritto........

© L'Opinione delle Libertà