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I conti tornano

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21.01.2026

Spiegare il fenomeno dell’aggressività e della violenza giovanile non è certamente facile, ma diventa addirittura impossibile se si considerano unicamente le circostanze sociologiche attuali. Certamente alcune fasce di immigrati scarsamente disposti ad integrarsi e la seduzione perversa di parte della virtualità godibile in Internet hanno qualche rilevanza, ma l’origine più profonda è di ordine storico-sociale e viene da lontano. L’esuberanza giovanile con il suo corredo di ideali o semi-ideali tesi a cambiare il mondo è antica quanto, appunto, il mondo stesso. Si tratta di un’esuberanza che ha ragioni fisiologiche e psicologiche ma, in qualsiasi società presente o passata, le nuove generazioni sono sempre state indotte a controllare l’esuberanza e, comunque, a incanalarla verso obiettivi costruttivi e non distruttivi.

Ma ecco arrivare il Sessantotto, fenomeno le cui cause devono ancora essere spiegate persuasivamente e che tuttavia si trasforma a sua volta in causa di novità inaspettate in tema di “filosofiagiovanile. Il punto centrale è la contestazione della società così come i giovani sessantottini l’avevano trovata. Non è qui importante discutere se avessero ragione o torto e su quali temi. È invece importante ricordare le forme che la contestazione ha di fatto assunto sottolineando, peraltro, che essa non ha affatto coinvolto tutti gli studenti ma, fortunatamente, solo una parte la quale, per la solita regola fondata sul chiasso e il clamore, ha però monopolizzato l’attenzione generale.

Elemento centrale è stata la cosiddetta trasgressione, elevata a valore supremo al posto della più ragionevole e sempre utile “critica”, che ha portato al rifiuto dell’autorità, all’ostilità nei riguardi degli stessi valori morali consolidati, dell’ordine sociale e, eventualmente, della sua riforma graduale e razionale. Lasciamo anche perdere, da un lato, l’evoluzione “rivoluzionaria” che ha costituito l’acme aggressivo e trasgressivo del Sessantotto e, dall’altro, la condotta permissivista che ha accompagnato la contestazione, tollerata da varie agenzie........

© L'Opinione delle Libertà