Per ricordare mio padre Paolo
Pubblichiamo di seguito l’intervento integrale di Lucia Borsellino, figlia di Paolo Borsellino, tenutosi davanti la Corte d’Appello di Palermo in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio.
Quando ho ricevuto la telefonata del Procuratore Generale, Lia Sava e del Presidente della Corte di Appello, Antonio Balsamo, con la quale mi preannunciavano di questa giornata in ricordo di mio padre, invitandomi a portare in questa occasione la mia testimonianza, ho avuto − come puntualmente mi accade − un attimo di esitazione.
Convivere con la dimensione pubblica della storia di mio padre e quindi della storia della mia famiglia, per me non è mai stato facile. Ogni giorno, il dovere civico di testimonianza bussa alla mia coscienza e si misura con la mia natura di persona riservata, discreta, che non avrebbe mai immaginato che la storia del proprio padre e quella dei suoi familiari sarebbe divenuta di dominio pubblico. Quest’ultimo aspetto, non lo nascondo, è quello che ancora oggi, dopo 34 anni che mio papà non è più con noi, mi procura un certo disagio.
Ho ben chiaro, tuttavia, che il valore di questa storia va oltre la nostra stessa esistenza. Questa consapevolezza mi spinge quindi a cedere di fronte alla necessità che soprattutto le giovani generazioni abbiano la possibilità di conoscere da testimoni credibili, la storia di uomini e donne che hanno operato per contribuire alla crescita di una società migliore fino all’estremo sacrificio delle loro vite.
Mio padre ha vissuto 52 anni. Quando penso alla sua età il giorno in cui la vita gli è stata spezzata, e che i suoi tre figli oggi quella età l’abbiamo raggiunta e........
