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Ayn Rand, la Russia e l’America della felicità

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18.04.2026

La seconda lezione della John Galt School, tenuta dal professor Paolo Luca Bernardini, ha dipinto un ritratto di Ayn Rand più vivido e complesso di quello, atrofizzato e didascalico, che se ne ricava dalle letture universitarie. L’intervento si è aperto con un richiamo alla biografia della pensatrice, poiché Ayn Rand può essere compresa solo se la si colloca nel contesto temporale e geografico che ne plasmò la formazione: nella Russia che la vide nascere prima e, più tardi, nell’America che elesse a propria patria.

Ayn Rand nacque nel 1905, a ridosso della prima Rivoluzione russa, in un periodo nel quale l’Impero zarista era attraversato da profondi sommovimenti. Questa crisi, benché latente, aprì una breve parentesi di monarchia costituzionale che sembrò avvicinare la Russia all’Occidente europeo. Ragionare a partire dallo scenario storico del tardo zarismo permette di sottrarre la filosofia randiana a letture semplicistiche. Ayn Rand, infatti, non sbocciò come un’intellettuale americana in senso proprio, ma portò con sé la memoria di un mondo oramai in frantumi.

La sua famiglia, i Rozenbaum, apparteneva alla tradizione ebraica ashkenazita. Anche questo elemento, nella ricostruzione del professore, ha avuto un peso importante. L’ebraismo dell’Europa orientale, attraversato dalla Haskalah e dai processi di laicizzazione, conobbe in molti casi un progressivo distacco dalla dimensione religiosa. In Rand quella traiettoria si spinse fino a raggiungere un ateismo fermo, combattivo, che l’avrebbe portata a scontrarsi con qualsiasi misticismo e con una parte maggioritaria del mondo conservatore-libertarian statunitense.

Merita di essere sottolineata la puntualità con cui Bernardini ha descritto l’ambiente russo nel quale la giovane Ayn maturò i propri convincimenti ideali. Prima di essere travolti dal collettivismo, gli atenei russi custodivano una tradizione aulica. Pietroburgo, con la sua architettura d’impianto neoclassico, il suo razionalismo, la sua apertura alla filosofia tedesca, offriva un orizzonte di grande effervescenza intellettuale. Anche il modernismo russo esercitò un’influenza in questo percorso. La Rand degli anni giovanili assorbì un’idea di forma, di spazio, di monumentalità, che più tardi sarebbe riaffiorata con forza nella sua concezione dell’individuo.

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