Il potere logora chi non ce l’ha: i casi di Toscana ed Emilia-Romagna
In un sistema democratico l’alternanza al potere è considerata uno dei principali indicatori di vitalità politica. Tuttavia, esistono in Italia aree in cui questa alternanza sembra essersi interrotta per decenni. È il caso dell’Emilia-Romagna e della Toscana, dove la sinistra ha mantenuto ininterrottamente il potere regionale dal 1970 a oggi. Se ci soffermiamo ad analizzare come ciò sia stato possibile, confrontando questi casi con realtà simili in Italia e nel mondo, e identificando i meccanismi attraverso cui l’egemonia si è radicata e mantenuta, potremo forse mettere in luce qualche aspetto ricorrente della vita politica nazionale forse non privo di conseguenze. Iniziando dalla scuola, ci potremmo chiedere se in Emilia-Romagna e in Toscana essa non sia stata utilizzata, oltre che come strumento di istruzione, anche come veicolo di trasmissione di valori identitari e politici. Temi come la solidarietà, la giustizia sociale e soprattutto, negli ultimi anni, un certo pacifismo più retorico che sostanziale sono stati proposti spesso come valori “universali” e non come opzioni tra altre. La presenza capillare di cooperative, centri educativi, enti di formazione legati al mondo progressista ha consolidato una cultura politica dominante anche grazie alla loro collaborazione con le scuole, mentre l’università ha avuto un ruolo importante nel formare le élite locali, in gran parte affini ideologicamente al centrosinistra. Se poi dalla scuola ci spostiamo alla sanità pubblica, si può forse notare come il sistema sanitario in queste due regioni sia spesso considerato tra i migliori in........
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