Perdere la guerra ingrassa e rende liberi
Adoro Roberto D’Agostino non solo perché ha elevato a guida etico-politica il presidente, che un tempo sbertucciava, sfiorando la discriminazione territoriale, definendolo “mummia sicula”. Sergio Mattarella gli è, infatti, divenuto caro e prezioso, quasi da stira e ammira, sicuramente maestro e donno, da quando il buon Sergio ha cominciato a citare in positivo Mario Draghi, idolo, forse pure spirito protettore, di Dagospia, alias Draghispia. In verità, ad esser sinceri, tutti vorremmo praticare quel culto, celebrando messe per Mario redentore, viste le ricche lotterie vinte da Luigi Di Maio, ma solo a pochi diaconi spetta l’ammissione nel tempio euroaffarista. Il pass scaturisce dalla sana demeritocrazia, vedi, ad esempio, le non-memorabili........
