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Siria, Venezuela, Iran: l’impotenza della Russia

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16.03.2026

In più occasioni ho sottolineato che dal pantano ucraino in cui si dimena da quattro anni Vladimir Putin, avrebbe avuto una speranza di uscirne se si fosse aperta un’altra “zona di attrazione” internazionale. Così la prevista guerra in Iran assume un peso notevole nello scenario russo, in quanto il pesante impegno statunitense nel conflitto sta frenando le forniture di armi che Washington ha destinato fino ad ora a Kiev. Armi di cui gli ucraini hanno necessità quasi vitale. Ricordo che il Paese degli ayatollah è stato il primo cobelligerante soft a fianco della Russia con la fornitura, in particolare, dei droni utilizzati da Mosca in Ucraina. Quindi, cinicamente, la guerra in Iran è una crudele benedizione per Putin? Certamente l’azione israelo-statunitense contro Teheran sta oscurando il lungo conflitto russo-ucraino, inoltre sta impattando economicamente sul mercato petrolifero, aggiungendo alla guerra convenzionale il tentacolo della guerra del petrolio.

In queste dinamiche trasversali significativa è l’autorizzazione data da Donald Trump all’India il 4 marzo, di acquistare il petrolio dalla Russia; alcuni giorni prima aveva “esortato” Nuova Delhi ad interrompere l’acquisto di oro nero da Teheran. Una boccata di ossigeno per Mosca e soprattutto per Putin, che con queste nuove entrate può sostenere l’impegnativa “economia di guerra” ormai sistema strutturale della Russia. Inoltre........

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