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Guerre senza vincitori e vinti

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07.04.2026

Le guerre in atto sul pianeta stanno mostrando delle caratteristiche che i conflitti precedenti raramente hanno manifestato. L’ultimo confronto militare dove una azione ha portato ad un cambiamento di regime risale al 2003 in Iraq; ma la sua durata possiamo determinarla dal febbraio 1991 fino al dicembre 2011, termine che ha comunque determinato uno pseudo assestamento che ha gettato le basi per l’avvento del “califfato” Isis, nel 2014. Così, oggi, nonostante alcune palesi superiorità da parte di uno dei contendenti, la guerra non scandisce né un perdente certo, né un vincente definito. Ad esempio il conflitto tra Russia e Ucraina, che rientra nel progetto di Vladimir Putin come “operazione militare speciale”, che sarebbe dovuta essere poco più di un “blitz”, quindi breve, si sta trascinando da oltre quattro anni e non sta mostrando, nonostante il logoramento dei contendenti, il barlume di una fine.

L’altro conflitto tra Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano, nonostante le dichiarazioni di vittoria da parte di Donald Trump, ha imboccato una strada con effetti pesanti sull’economia globale e grazie a cobelligeranti cibernetici russi e cinesi a fianco dell’Iran, rende difficile immaginare una resa da parte di Teheran. Per non indugiare sui conflitti che rendono instabili alcune regioni euroasiatiche e stanno devastando aree africane, mi riferisco alla guerra civile........

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