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La poesia interrompe il linguaggio dell’abitudine

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monday

Da tempo penso che una poesia non sia necessaria perché insegna qualcosa. È necessaria perché ci ferisce. Non nel senso di infliggere una ferita, ma nel suo significato più profondo: aprire una breccia, incrinare ciò che sembrava definitivo, costringerci a spostare lo sguardo. È una ferita che non toglie qualcosa: aggiunge una possibilità. Ci obbliga ad abitare il mondo con parole diverse da quelle che avevamo ereditato.

Oggi abbiamo paura delle ferite. Le associamo immediatamente a un danno, a una lacerazione, a una perdita. Eppure, esistono ferite che rendono più liberi. Sono quelle che incrinano una certezza diventata abitudine, che rendono insufficiente una spiegazione che fino al giorno prima ci sembrava........

© L'Opinione delle Libertà