La poesia interrompe il linguaggio dell’abitudine
Da tempo penso che una poesia non sia necessaria perché insegna qualcosa. È necessaria perché ci ferisce. Non nel senso di infliggere una ferita, ma nel suo significato più profondo: aprire una breccia, incrinare ciò che sembrava definitivo, costringerci a spostare lo sguardo. È una ferita che non toglie qualcosa: aggiunge una possibilità. Ci obbliga ad abitare il mondo con parole diverse da quelle che avevamo ereditato.
Oggi abbiamo paura delle ferite. Le associamo immediatamente a un danno, a una lacerazione, a una perdita. Eppure, esistono ferite che rendono più liberi. Sono quelle che incrinano una certezza diventata abitudine, che rendono insufficiente una spiegazione che fino al giorno prima ci sembrava........
