La forza del fare contro la sbobba di Stato
Taccuino Liberale #74
Il nostro Paese è da molto tempo famoso per avere un sistema economico basato su una rete capillare di micro imprese, che hanno reso l’Italia il luogo dell’eccellenza artigianale e piccolo industriale.
Piccoli commercianti, piccoli industriali, piccoli artigiani sono stati capaci di produrre e vendere in tutto il mondo cose uniche; mentre un tessuto industriale più grande è stato anch’esso capace di presenziare il mercato globale. È vero che in Italia non c’è mai stata un’impresa come la Coca Cola, che non abbiamo una Microsoft domestica (non ce l’hanno nemmeno gran parte dei nostri partner europei, a dire il vero) ma potremmo dire che non è la nostra vocazione. Abbiamo letto per anni che questo è il nostro punto debole, che così non saremmo mai diventati grandi e che l’unica via possibile era l’aggregazione, pena la scomparsa dal panorama economico mondiale.
Potrà anche essere, ma è pur vero che quel vituperato sistema di micro imprese è il frutto della nostra storia, e noi possiamo continuare a strepitare sul nanismo industriale o forse abbandonare certe argomentazioni (un po’ da salotto, considerato che spesso questi argomenti li sostengono economisti ed intellettuali nei loro convegni mentre nessun imprenditore oserebbe affermare altrettanto con leggerezza e facilità) per capire che un cambio di paradigma economico che affonda le proprie radici nella storia centenaria del Paese, va affrontato un po’ alla volta, ammesso e non concesso che la via del grande = bello sia davvero il sistema funzionale........
