Board of Peace: la leva che cambierà il mondo
Ci voleva lui, il pazzo, arrogante, imprevedibile “Donald” – tale appare agli occhi sbiechi dei progressisti, ovviamente! – per assestare il colpo non di grazia ma di ruspa a quell’edificio pericolante che è l’Onu. Che il newyorkese Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, con tutte le sue dependance e suppellettili pseudo pacifiste, possa venire giù non è forse una buona notizia? Per quanto ci riguarda, non buona ottima. Ma è lecito chiedersi: come fa quel demonio di un Trump a fare ciò che le menti sane dell’Occidente, non intossicate dal veleno dell’egualitarismo su scala planetaria, avrebbero dovuto fare già da un pezzo? Semplicemente creando una struttura internazionale alternativa che, rispetto all’obsoleto – e costoso – carrozzone universalista delle Nazioni Unite, funzionasse e fosse in grado di prendere decisioni efficaci in vista della stabilizzazione duratura degli equilibri di pace globali. Lo strumento adesso c’è, l’occasione per testarlo anche.
Si chiama Board of Peace. La sua principale e immediata attività sarà nell’implementazione della seconda fase di attuazione dell’Accordo del cessate il fuoco a Gaza, creando una Forza di stabilizzazione internazionale destinata a supervisionare gli sforzi di governance, di ricostruzione e di sicurezza nella Striscia. Principale ma non esclusiva mission atteso che nelle intenzioni di Trump il BoP (acronimo di Board of Peace) diventi: “Un’organizzazione internazionale che mira a promuovere stabilità, ripristinare una governance affidabile e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti” (fonte: Elena Betti su Wired, 19 gennaio 2026).
Non solo Gaza, ma da Gaza si parte per intervenire in tutti i focolai di crisi attivi nel mondo.........
