“Questo sarà l’anno della caduta di Khamenei”
L’attivista italo-iraniana Shervin Haravi racconta proteste di massa, repressione e crepe nel potere della Guida Suprema
In Iran la protesta non si arresta. Dal 28 dicembre il Paese è attraversato da manifestazioni diffuse e continue che coinvolgono milioni di cittadini, nonostante la repressione sempre più dura e il blackout quasi totale di Internet imposto dal regime nelle ultime ore. A raccontare cosa sta accadendo è Shervin Haravi, attivista italo-iraniana in costante contatto con chi, all’interno del Paese, continua a scendere in piazza sfidando la violenza delle forze di sicurezza.
“Le manifestazioni proseguono ininterrottamente dal 28 dicembre, con la partecipazione di milioni di persone in tutto il Paese ̶ spiega Haravi ̶ Nonostante la repressione e il blocco di Internet nelle ultime 48 ore, il popolo iraniano non si è fermato. Anzi, le piazze si sono nuovamente riempite anche in risposta agli appelli lanciati da Reza Pahlavi, figlio dell’ex Scià, che ha invitato i cittadini a scendere in strada l’8 e il 9 gennaio alle ore 20”. In quelle ore, racconta l’attivista: “Milioni di persone hanno invaso le piazze gridando slogan contro il dittatore e urlando:........
