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Anton Bruckner: la logica musicale

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28.05.2026

In ogni territorio culturale, e segnatamente quello dell’arte, vi sono personalità quasi ignorate o minimamente conosciute. Difficile capire la ragione di tale oscurità, ma si può individuare. Non creatori di arte immediatamente percepibile, orecchiabile, nella quale, ad esempio, trattandosi di musica, vi sono manifestazioni riproducibili facilmente, motivi.

Anton Bruckner non è ampiamente conosciuto, anche se ha un nome da non ignorare e non ignorato. Ma dubito che si conosca platealmente la sua opera. Anzi direi che non la si conosce o scarsamente. Fu un celebrato organista ma la notorietà, la fama che ebbe quale organista, lo rese infelice a maggior ragione, in quanto fu sconosciuto quale compositore. Effettivamente era difficile ed è difficile riconoscerlo come compositore per il pubblico all’ingrosso. Non ha niente del compositore che precisa motivi orecchiabili, fischiettabili. La sua orchestrazione è immensa, sonora, ma anche del tutto introversa come se componesse per stesso, in una solitudine assorta che esplode in movimenti potentemente energici, pieni, irrompenti.

Ad esempio, nella Quarta Sinfonia vi è un ritmare possente, esplosivo, che succede a peripezie minime. Uno scoppio d’umore e di vitalità, di forza in un personaggio che rimaneva comunque mesto, deluso, sconfortato. Una vittoria sulla depressione, tanto più violenta quanto maggiore era la malinconia, una momentanea potenza che poi rientra nella mestizia consueta e........

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