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La metamorfosi della sinistra e il nuovo soggetto rivoluzionario: l’immigrato irregolare

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07.08.2026

Il problema più serio che la sinistra europea sta affrontando è la perdita del suo referente rivoluzionario: l’operaio, il bracciante e il lavoratore in genere. Questa categoria ha fornito alla sinistra per tanto tempo un corpo reale, situato in una fabbrica, in un campo o nel seminterrato di un ufficio pubblico o privato, riconoscibile, pronto a scioperare, a votare in blocco, a incarnare, senza bisogno di troppe mediazioni concettuali, la contraddizione tra capitale e lavoro. Karl Marx aveva visto nel proletariato il soggetto storico dotato di una collocazione precisa nel processo produttivo e quindi portatore di un interesse materiale riconoscibile. Purtroppo per i marxisti di oggi quel soggetto si è dissolto sotto i colpi convergenti della terziarizzazione, della delocalizzazione industriale, dell’automazione, processi paradossalmente favoriti anche dalle politiche dei governi progressisti e più profondamente del benessere stesso che il capitalismo occidentale ha prodotto. Peraltro i dati dei flussi elettorali ci dicono che l’operaio del terzo millennio, dove ancora esiste, vota spesso a destra, possiede una buona casa, un’automobile efficiente, va in vacanza con la famiglia e teme l’immigrazione più di quanto tema il padrone. Si osserva il nemico di classe del proletariato, il capitalista, indebolito (le case automobilistiche europee ne sono una tangibile dimostrazione) ma insieme a lui è stato fiaccato proprio l’alleato di classe della sinistra, tanto che ora la stessa si trova orfana del proprio interlocutore privilegiato e senza soggetto rivoluzionario, il buon vecchio proletariato, non c’è narrazione e senza di essa non c’è politica, ma solo amministrazione.

È qui che torna utile, per comprendere la strategia (più che la sostanza) della sinistra contemporanea, la lezione di Antonio Gramsci. L’egemonia, nei Quaderni dal carcere, non è mai conquista di uno Stato astratto, ma conquista molecolare della società civile: scuola, informazione, linguaggio, apparato burocratico, senso comune. Ed essa ha sempre bisogno di un “gruppo sociale subalterno” da rappresentare, perché è nella sua rappresentanza che l’intellettuale organico gramsciano trova la propria funzione storica. Oggi che il proletariato operaio si è assottigliato, anche perché i suoi figli sono usciti dalla schiavitù del lavoro manuale, la sinistra ha applicato lo stesso schema a un nuovo materiale umano. Non si tratta di un’operazione cinica in senso stretto, molti dei suoi protagonisti credono sinceramente in ciò che fanno, ma di una necessità strutturale del sistema ideologico stesso: un impianto costruito sull’opposizione dialettica tra oppressi e oppressori deve, per sopravvivere, trovare continuamente nuovi oppressi da rappresentare e nuovi oppressori da demonizzare. Questa........

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