Il “metodo Bari” alla sbarra tra voti di scambio e calunnie
C’è una costante nella storia recente del potere a Bari: il rumore dei silenzi che si rompono quando il castello di carte comincia a crollare. La primavera del 2024 rimarrà a lungo la stagione più opaca della politica locale, il momento esatto in cui il velo dell’ipocrisia progressista si è strappato davanti ai mercati della preferenza a cinquanta euro.
Ma a distanza di tempo, la vicenda che vede contrapposti Alessandro “Sandrino” Cataldo – ex dominus del movimento Sud al Centro – e l’avvocato Michele Laforgia si arricchisce di un capitolo ulteriore, ancora più torbido: quello del fango istituzionale, delle calunnie orchestrate e del tentativo di inquinare non solo il voto, ma la verità stessa.
La Procura della Repubblica di Bari, guidata dal procuratore Roberto Rossi, ha acceso i riflettori su un presunto disegno diffamatorio e calunnioso.
Al centro dell’inchiesta c’è proprio il tentativo di infangare la morale politica e la figura di Laforgia, “colpevole” – secondo i codici non scritti del vicereame barese – di aver........
