L’unico generale di cui avevamo davvero bisogno
Ritorna sempre l’idea dell’uomo d’ordine per i guasti civili. Quando toccò a Dalla Chiesa fu lasciato solo
Lungi dall’immaginare Roberto Vannacci alla testa di un manipolo di arditi pronti a marciare su Roma. Altamente improbabile. Anche se – per dirla con Salvatore Li Masi, ministro dell’Interno di Vogliamo i colonnelli di Mario Monicelli – «anche la marcia su Roma fu una pagliacciata. Ma riuscì». E gli italiani dovrebbero aver imparato la lezione.
Il generale Vannacci fa se stesso. Prova a non smentire le sue sgangherate idee su molte cose. Anche il proposito ferragostano di piazzare Carmelo Burgio, pari grado in congedo dai carabinieri, come candidato sindaco di Milano – «la sicurezza, la disciplina», cantava Fabrizio De André – non tradisce l'obiettivo. È coerente con un progetto che fa di Fn più che l'interprete di un “futuro nazionale”, l’emblema di un passato........
