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L’unico generale di cui avevamo davvero bisogno

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28.08.2026

Ritorna sempre l’idea dell’uomo d’ordine per i guasti civili. Quando toccò a Dalla Chiesa fu lasciato solo

Lungi dall’immaginare Roberto Vannacci alla testa di un manipolo di arditi pronti a marciare su Roma. Altamente improbabile. Anche se – per dirla con Salvatore Li Masi, ministro dell’Interno di Vogliamo i colonnelli di Mario Monicelli –  «anche la marcia su Roma fu una pagliacciata. Ma riuscì». E gli italiani dovrebbero aver imparato la lezione.

Il generale Vannacci fa se stesso. Prova a non smentire le sue sgangherate idee su molte cose. Anche il proposito ferragostano di piazzare Carmelo Burgio, pari grado in congedo dai carabinieri, come candidato sindaco di Milano –  «la sicurezza, la disciplina», cantava Fabrizio De André – non tradisce l'obiettivo. È coerente con un progetto che fa di Fn più che l'interprete di un “futuro nazionale”, l’emblema di un passato........

© L'Espresso