Voglia di casa sui monti della Bergamasca. Ma nove su 10 sono turisti
Voglia di casa sui monti della Bergamasca. Ma nove su 10 sono turisti
IL MERCATO. Prima il Covid, poi le estati roventi: aumentano gli acquisti nelle valli. Per la maggior parte seconde abitazioni, ma non solo.
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Quando il caldo si ferma sull’asfalto, sulle Orobie si cercano finestre aperte, prati verdi e un balcone dove la sera torni a fare fresco. Dove respirare, soprattutto d’estate. E così le case delle valli bergamasche, rimaste inutilizzate o chiuse dietro al cartello «vendesi», hanno ricominciato ad andare a ruba.
Prima la pandemia e il lockdown, ora a spingere gli acquirenti è soprattutto il sogno di un luogo tranquillo dove trovare rifugio dal termometro bollente. Sta di fatto che – per un motivo o per l’altro – dal 2020 a oggi le richieste di abitazioni nelle terre alte non hanno mai smesso di crescere. Ma se la montagna è tornata in auge, non è detto che a tornare siano anche gli abitanti.
Bilocali a 50-60mila euro
Il mercato immobiliare ha una sua geografia, ma con prezzi e dinamiche tutto sommato omogenee. Un bilocale con ingresso indipendente, camino e spazi esterni – la maggior parte sono abitazioni degli anni Settanta, rinfrescate negli anni – viene venduto a 50mila euro, massimo 60mila. «È la soluzione abitativa più richiesta, la tipica “sindrome della famiglia da Mulino Bianco”», racconta Paola Pedrali, componente dell’Osservatorio Valore Casa&Terreni e titolare dell’agenzia Continental Immobiliare nella Valle Brembana. Qui, come nel resto delle valli bergamasche, in particolare, nell’ultima stagione, si è registrato un boom acquisti di case.
Un fenomeno che – a un primo approccio – potrebbe rientrare nel........
