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In quasi vent’anni nella Bergamasca persi 2mila negozi. «Serve una legge»

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30.08.2026

In quasi vent’anni nella Bergamasca persi 2mila negozi. «Serve una legge»

COMMERCIO. Confesercenti propone le Zone speciali con incentivi economici e leve fiscali. Raccolta firme.

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In quasi vent’anni la provincia di Bergamo ha perso oltre duemila botteghe. Tra il 2003 e il 2025 i negozi di vicinato sono infatti passati da 11.792 a 9.782, vale a dire il 17% in meno. Un calo che incide anche sulla qualità dell’offerta, sempre più anonima e standardizzata, sulle forniture e su quella dimensione umana che storicamente avvolge le attività di quartiere: presidi sociali, quasi prima che economici, del territorio.

A fotografare il fenomeno è Confesercenti Bergamo, che parte dai dati dell’Osservatorio regionale del commercio della Regione. Numeri che raccontano una progressiva desertificazione commerciale, soprattutto nei piccoli centri urbani e nelle valli. Ma una possibile «cura» esiste: una proposta di legge per il rilancio del commercio e dei servizi di vicinato. Per arrivare in Parlamento servono cinquantamila firme. Da qui l’appello ai sindaci del territorio, «convinti – spiega il presidente di Confesercenti, Antonio Terzi – che questa iniziativa possa rappresentare un’occasione concreta per costruire, insieme ai Comuni, una strategia più forte di valorizzazione delle attività di prossimità, della vivibilità urbana e dei servizi essenziali alle comunità». Certo è che la crisi del commercio locale non riguarda soltanto Bergamo. Investe l’intero territorio nazionale, dove dal 2012 le attività di vicinato sono calate del........

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