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Tra Koh Tao e Bangkok: il viaggio che cambia lo sguardo

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11.05.2026

Il 23 aprile, all’alba, 50 km e siamo a Chunphon. Vogliamo dare una accelerazione spazio-temporale al nostro viaggio, anticipando Bangkok per via ferrata. In stazione ci dicono “ จองหมดแล้ว” “ (tutto prenotato); prenotiamo al volo quello che resta: partenza due giorni dopo, il 26 sera in terza classe…ma con ventilatore! Bene: ed è questo il vero motivo per cui abbiamo deciso di migrare verso l’isola di Koh Tao, che sta nel Golfo di Siam, a circa una sessantina di chilometri al largo di Chunphon.

L’isola è chiamata “della Tartaruga”. Infatti c’è una ciclopica statua di testuggine che primeggia sul bagnasciuga a due passi dal molo commerciale. Sarà per questo che è chiamata così? Invece no! Koh Tao significa letteralmente "Isola della Tartaruga” e questo a causa della sua forma, vista dall’alto. In passato le spiagge di Koh Tao erano un luogo di nidificazione fondamentale per le tartarughe marine, ma adesso la musica è cambiata. Molto cambiata.

Thailandia in bici tra Koh Tao e Bangkok

Di primo acchito il porto evidenzia una frenesia da Rave party. Pienone per le strade ed una infinità di scooter e, quando dico infinità, minimizzo. Scooter sfreccianti ti sfiorano mentre con le bici cargo tentiamo di farci spazio, affardellati, tra la folla “motorizzati a piè” (citazione dal famoso canto alpino). La cittadina brulica di turisti a maggioranza nordamericana; età media sui…26? Per le vie abbigliamento minimale, per usare un eufemismo. Raggiungiamo la guesthouse a due passi. Sistemati, usciamo per un giro e per capire il perché di questa frenesia. Presto chiarito. Koh Tao è la capitale mondiale della subacquea.

Il movimento è costante perché è la "fabbrica" dei sub: è uno dei posti più economici e famosi al mondo per prendere il brevetto PADI. Ogni giorno centinaia di persone arrivano, studiano e si immergono. Questo crea un flusso continuo di giovani viaggiatori. Al largo una straordinaria fauna marina, tra cui il bellissimo squalo balena. Inoltre, essendo un'isola piccola, la movida (specialmente a Sairee Beach) è densa. Il porto di Mae Haad è un viavai incessante di traghetti, taxi-boat e pick-up che caricano turisti e attrezzature subacquee a ritmi serrati. C'è un'atmosfera da comunità internazionale dove tutti sembrano avere fretta di andare alla prossima immersione o al prossimo party. L’isola è anche un “su e giù” di strade ripide che portano alle bellissime spiagge. Ecco il motivo di tutte queste moto. Rari i caschi.

In sintesi: è un mix di business del diving, prezzi bassi e spazi ristretti che trasformano un paradiso tropicale in un alveare di attività. Forte odore di cannabis per le strade, nonostante la stretta proibizionistica del governo che ha invertito la rotta rispetto alla precedente legge legalizzante. Sembra una Rimini in Florida a ferragosto. Aiuto!

Tuttavia, riposati, ci godiamo le spiagge dell’isola. Inaspettatamente troviamo spiagge semivuote con al più gruppi familiari. I “giovani” dormono ancora e smaltiscono o sono già al largo. Sabbia chiara, ombra con palme che si slanciano verso il mare a pochi metri dal bagnasciuga. Acqua limpida a 32 gradi, non usciresti più dal mare. Una autentica meraviglia! Due giorni da sogno. Ottimismo alle stelle. Sui nostri visi è stampato il........

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