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Livorno, omicidio “Cacciavite”. Parla Del Vivo: «Volevo solo spaventarlo» – Il delitto, l’evasione da Gorgona e le rapine

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06.07.2026

Livorno, omicidio “Cacciavite”. Parla Del Vivo: «Volevo solo spaventarlo» – Il delitto, l’evasione da Gorgona e le rapine

Riccardo Del Vivo, 76 anni, oggi uomo libero, torna a parlare dell’omicidio di Alfredo Chimenti, il socio del club "La Garuffa" ucciso a 47 anni all’alba del 30 giugno 2002 in piazza Mazzini

LIVORNO. «Non volevo uccidere "Cacciavite". Il mio intento, sparandogli, era solo quello di spaventarlo: secondo lei, dato che ho fatto fuoco per terra da quattro-cinque metri di distanza, lo volevo davvero ammazzare? È stato un incidente, l’ho scoperto la mattina dopo al bar che era morto». Riccardo Del Vivo, che il 31 agosto compirà 77 anni, torna a parlare dell’omicidio di Alfredo Chimenti, il socio del club "La Garuffa" ucciso a 47 anni all’alba del 30 giugno 2002 in piazza Mazzini.

Si tratta di uno dei delitti che negli anni Duemila ha maggiormente sconvolto la città e che è stato risolto dopo 15 anni, con la condanna di Del Vivo, che ha confessato tutto diventando collaboratore di giustizia e rivelando il giro di cocaina in porto legato alla criminalità organizzata. Un agguato legato al mondo delle bische clandestine. Il settantaseienne, scarcerato da poco più di un anno, da uomo libero parla col Tirreno e ribadisce la versione che negli ultimi anni ha già sostenuto davanti ai magistrati: gli spari, sostiene, non avevano l’obiettivo di uccidere "Cacciavite" (soprannome con cui era conosciuto Chimenti). Nelle dichiarazioni agli inquirenti l’ex esponente della malavita labronica - oggi fuori dal programma, «che mi pento enormemente di aver scelto, perché sono uno str...», sottolinea - ripercorre quella notte, rivendica le proprie responsabilità, ma nega l’accusa di omicidio volontario, per il quale è stato condannato a dieci anni e otto mesi. «Io ho fatto due omicidi nel 1983, quelli sì........

© Il Tirreno