Assoluzione di Lucarelli jr e Apolloni: la procura generale vuole una «rilettura dei fatti»
Assoluzione di Lucarelli jr e Apolloni: la procura generale vuole una «rilettura dei fatti»
Il ricorso in Cassazione contro la sentenza di secondo grado, secondo l'accusa, si fonda su alcune «valutazioni erronee». I due calciatori livornesi e i tre amici sono stati scagionati in appello dal reato di violenza sessuale di gruppo perché «il fatto non sussiste» ma la parola fine, a fronte dell'impugnazione arrivata nell'ultimo giorno utile, dovrà arrivare dalla Suprema corte
LIVORNO. Una diversa lettura degli elementi di fatto e di diritto che porterebbe – secondo l’accusa – alla colpevolezza degli imputati assolti in secondo grado. In pratica, secondo il procuratore generale della corte d’appello di Milano, le argomentazioni sul consenso ai rapporti sessuali e sul presunto stato di ubriachezza della ragazza, interpretate in una maniera differente, ribalterebbero la sentenza dei mesi scorsi, riallineandola alla prima, quella di colpevolezza. È questo, in sintesi, il contenuto del ricorso di 12 pagine che, all’ultimo giorno utile, la pubblica accusa ha presentato dopo l’assoluzione nell’aprile scorso dei calciatori livornesi Mattia Lucarelli e Federico Apolloni (27 e 26 anni, rispettivamente alla Pro Livorno Sorgenti e al Viareggio) e degli amici Gabriele Meini, Matteo Baldi e Giacomo Bernardeschi. La procura generale, di fatto, chiede alla Cassazione di annullare la sentenza che aveva assolto tutti gli imputati «perché il fatto non sussiste», rinviandola per una nuova valutazione a un’altra sezione della corte d’appello meneghina. Non si tratta, va ricordato, di un nuovo processo sui fatti. La Corte suprema non è chiamata a stabilire........
