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Livorno, la storia di Gianluca: da San Jacopo a manager a Londra – «Lavoro a Notting Hill, ma ho il cuore amaranto e mi manca la torta di Gagarin»

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04.08.2026

Livorno, la storia di Gianluca: da San Jacopo a manager a Londra – «Lavoro a Notting Hill, ma ho il cuore amaranto e mi manca la torta di Gagarin»

Del Chicca oggi è direct manager della multinazionale Whole Foods market: nel 2023 è stato premiato a Boston, insieme al suo team, come miglior dipartimento con il negozio di Piccadilly Circus

LIVORNO. La catena dei supermercati Whole Foods market in Usa e a Londra la conoscono tutti. Ogni quartiere londinese ne ha uno e da maggio anche Notting Hill Gate ha il suo. Uno dei manager del colosso del cibo bio con base a Austin, Texas è livornese. Nato e cresciuto tra Ardenza e San Jacopo. Gianluca Del Chicca oggi è direct manager della multinazionale. In soldoni assume, forma il personale e a lui vengono spesso assegnate le nuove sfide. I nuovi market. Oggi Notting Hill, ieri nel negozio dell’iconico Piccadilly Circus dove lui e il suo team sono risultati i miglior della Regione e premiati. «La mia più grande soddisfazione: era il 2023, siamo risultati il dipartimento migliore, secondo gli indici di performance, dell’intera Regione e sono stato premiato a Boston durante una cerimonia della compagnia», afferma il 50enne labronico che ha anche una seconda anima, quella di scrittore e poeta.

Una passione alimentata durante gli studi alle Micali, al liceo Enriques fino al master in International human resources preso a Londra.

«Portando avanti la tradizione familiare sono grande tifoso amaranto e Piellino. Ricordo benissimo da bimbetto le doppiette stadio/palazzetto degli anni ’80 con i miei genitori, oltre alle centinaia partite del Livorno negli anni a venire: erano gli anni degli Ottavo Padiglione e delle serate al Tijuana».

Il primo grande salto all’estero?

«Ho avuto un passaggio intermedio a Firenze dove ho vissuto 6 anni e poi, come nelle migliori delle tradizioni, una volta laureato la ragazza dell’epoca è quella che va incolpata per il mio trasferimento a Londra. Mi sono veramente lasciato trasportare dalla corrente: senza saper mettere due parole in fila di inglese ho trovato lavoro in un pub-ostello, e da lì tutto è cominciato. Poi dopo 7 mesi sono stato promosso assistant manager e ho continuato a fare sempre passettini in avanti».

A Londra adesso........

© Il Tirreno