Luna, ipersonico, fulmini artificiali. La via per lo Spazio? Passa dal Cira: dove Musk ha incassato un «no» – Video
Luna, ipersonico, fulmini artificiali. La via per lo Spazio? Passa dal Cira: dove Musk ha incassato un «no» – Video
Viaggio nei laboratori del Centro italiano ricerche aerospaziali di Capua tra piattaforme stratosferiche e aerei lampo
Immaginate di avere tanta corrente elettrica da illuminare un’intera città, e di poterci scoccare un fulmine con cui avvolgere una navicella spaziale. Immaginate un aereo che sbricioli il muro del suono e in tre ore vi porti dall’Europa all’Australia. Immaginate un enorme canotto gonfiabile sospeso a 20 chilometri di altezza che riesca a trovare un disperso in un crepaccio di montagna. No, non è un film di fantascienza. È scienza, pura e (non) semplice, visionaria ma concreta.
Succede al Cira, Centro italiano ricerche aerospaziali, a Capua (Caserta), dove è nato nel 1984 per ospitare laboratori, infrastrutture di ricerca e centri di prova unici al mondo per studiare e testare materiali e prototipi di velivoli aeronautici, navicelle spaziali, parti di aerei, droni, elicotteri, satelliti. E sistemi futuristici. Vi lavorano 370 persone, quasi tutti ricercatori, sotto la guida del presidente Tommaso Edoardo Frosini e della direttrice generale Stefania Cantoni, prima donna in questo ruolo. E qui vengono a fare i test le agenzie spaziali e le industrie da tutto il mondo. In un momento in cui lo Spazio è la nuova frontiera, strategica per connettività, sicurezza, difesa, presa d’assalto da operatori commerciali privati, il Cira è un’eccellenza mondiale in grado di creare soluzioni per l’Italia e l’Europa.
PWT: «Caro Musk, mettiti in fila»
Il primo laboratorio che visitiamo è quello del Plasma Wind Tunnel "Scirocco", un’infrastruttura unica al mondo. Con l’energia che consuma quando viene acceso ci si potrebbe illuminare una città di 150mila abitanti, tanto che quando fu costruito, 25 anni fa, fu necessario collegarlo alla dorsale elettrica tirrenica nazionale dell’Enel. A un occhio profano si presenta come un groviglio di cavi rossi attaccati a una gigantesca sfera di metallo, da cui parte un corridoio di oltre 50 metri. In realtà è un sistema che ricrea le........
