menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La Darsena Europa da sola non basta per far rientrare Livorno in partita

2 0
yesterday

La Darsena Europa da sola non basta per far rientrare Livorno in partita

Il completamento delle opere non è il traguardo ma la linea di partenza di una fase più delicata

Il porto di Livorno sta per cambiare volto. Con i dragaggi, le nuove banchine e gli spazi operativi della Darsena Europa, lo scalo potrà ricevere navi più grandi e movimentare più merci. Ma se questo fosse tutto, rischieremmo di costruire un bellissimo salone vuoto mentre i traffici veri vanno altrove. Per capire cosa è in gioco, basta guardare i numeri del Mediterraneo. Nel 2025 Tanger Med ha superato i 11 milioni di container, più di Valencia (5,66 milioni) e Algeciras (4,74 milioni) messi insieme. Gioia Tauro si è attestata a 4,49 milioni di TEU, con una crescita del 14 per cento. Genova, con Savona-Vado, arriva a circa 3 milioni. Livorno non compare in questa fotografia, o compare in misura molto più modesta. Rientrare in partita La Darsena Europa non è quindi una scommessa su una crescita scontata: è una corsa contro il tempo per rientrare in una partita che rischia di chiudersi senza di noi. Le crisi sulle rotte commerciali, le deviazioni dal Canale di Suez e la circumnavigazione dell’Africa hanno allungato i tempi di navigazione e alterato la programmazione dei servizi. Ogni ritardo in mare si scarica sui terminal, sulla disponibilità dei container e sulla regolarità delle catene di approvvigionamento. In teoria, questo dovrebbe favorire i porti italiani. In pratica, favorisce chi è già pronto: chi ha banchine, retroporto, ferrovia e procedure veloci. Tanger Med non è cresciuta per caso. È cresciuta perché ha offerto ai grandi vettori — Maersk, CMA CGM, MSC — una piattaforma integrata, con costi competitivi e tempi certi. Se Livorno pensa di competere solo con una banchina più profonda, si illude. Presidente e commissario In questo scenario, la distinzione tra il commissario straordinario Dionisi e l’Autorità di Sistema Portuale guidata dal presidente Gariglio diventa cruciale. Dionisi deve consegnare l’opera nei tempi previsti, con la rapidità decisionale e il coordinamento tecnico che il cantiere richiede. Gariglio e l’Autorità devono preparare il terreno per il dopo: le regole, la concessione, il quadro........

© Il Tirreno