Stupro di San Damaso, giudizio immediato per lo studente di 19 anni
La polizia ha condotto le indagini
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Modena, 3 aprile 2026 – Con grande coraggio e determinazione aveva raccontato lo stupro subito affinchè ogni donna vittima di violenza trovasse il coraggio di denunciare. Ora per il suo stupratore inizierà il processo. Il Gip Barbara Malavasi, su richiesta della procura ha infatti disposto il giudizio immediato per il giovane studente ritenuto dagli inquirenti uno stupratore seriale.
Una vittima dello stupratore seriale: "Avevo una corda stretta al collo. Ne sono sicura, voleva uccidermi"
Il 19enne italiano e incensurato accusato dello stupro choc
Parliamo del 19enne italiano incensurato, di origine marocchina accusato dello stupro choc del 19 agosto scorso a San Damaso ma anche di altri due tentativi di violenza sessuale, commessi il 12 febbraio a Castelfranco Emilia e il 23 maggio presso i laghetti di Sant’Anna, a poca distanza dal luogo teatro della violenza della scorsa estate, il percorso Vivi Natura.
La testimonianza fondamentale per l’arresto
Per l’arresto fondamentale era risultata proprio la testimonianza resa dalla 54enne di San Damaso, che aveva aiutato il disegnatore esperto della polizia scientifica a ricostruire il volto del sospettato. Al 19enne viene contestata anche l’aggravante del fatto commesso da persona travisata e nei confronti di persona sottoposta a limitazione della libertà personale, avendo immobilizzato la vittima legandole i polsi dietro la schiena ed è accusato anche del reato di rapina, avendole sottratto una e-bike, lesioni personali e, ovviamente, violenza sessuale aggravata.
Uno stupratore seriale, abbiamo detto, secondo gli inquirenti: nel corso delle indagini è emerso infatti come lo studente, con le stesse modalità avesse tentato di stuprare altre due donne. Da qui anche l’accusa di tentata violenza sessuale. A febbraio, infatti, il giovane si era appostato all’esterno di una Polisportiva e, con il volto travisato, aveva aggredito alle spalle una donna appena scesa dall’auto, immobilizzandola con violenza, stringendole il braccio attorno al collo. Quella sera il giovane aveva trascinato la vittima in un fosso nel tentativo di stuprarla ma, grazie all’arrivo di un altro automobilista, si era dato alla fuga prima di portare a termine il terrificante crimine. Successivamente nel mese di maggio, prima di aggredire sessualmente la 53enne, aveva tentato appunto di aggredire una seconda vittima, dopo averla individuata nei pressi dei laghetti di Sant’Anna. L’ultima delle tre donne aggredite, la 54enne appunto aveva deciso di incontrare la stampa nello studio dei propri legali, avvocati Cosimo Zaccaria e Peter Martinelli.
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