Il giallo di Daniela Ruggi. Tre persone la videro dopo la scomparsa: "Era vicino alla torre"
Si indaga per individuare l'assassino di Daniela Ruggi
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Modena, 11 marzo 2026 – "La conoscevo bene, era un’amica e una cliente. La vidi il 28 settembre, intorno alle 16.30 proprio mentre in moto andavo verso Montefiorino. Era all’altezza di Casa Volpe. Sono certo fosse lei e l’ho incontrata anche tornando indietro". Dalle 23 di quel 20 settembre 2024 il suo telefono risultava staccato eppure c’è chi, sentito dagli inquirenti nel corso delle indagini, ha affermato di aver visto Daniela Ruggi una settimana dopo la presunta scomparsa, a poca distanza di fatto dal rudere dove sono stati trovati i resti.
Daniela Ruggi, il giallo della lettera anonima
Non una sola persona: tre conoscenti della 32enne di Vitriola hanno spiegato di averla vista nel piccolo paese il 27 e il 28 di settembre di due anni fa, tanto che arrivano a descriverne gli indumenti. Oggi si indaga per individuare il suo assassino: come noto il teschio della giovane donna è stato rinvenuto il primo gennaio nella torre Pignone ma, dagli atti, emergono circostanze misteriose.
Prima di tutto una lettera anonima che fornisce indizi circa la possibile dinamica omicidiaria, con tanto di descrizione di una casa dove Daniela tra il 19 e il 20 si sarebbe recata.
Ci sono poi, appunto, diverse segnalazioni che la indicherebbero viva tra il 20 e il 28 settembre 2024: sempre a piedi, al telefono.
La segnalazione ritenuta dagli inquirenti più attendibile è proprio quella di un imprenditore che sostiene di averla riconosciuta avendola vista in volto.
I filmati del targa system
I carabinieri, dopo l’indicazione dell’uomo, avevano anche tentato di estrapolare i filmati del targa system installato in via Pignone ma non vi erano più le registrazioni relative a quelle date.
Il 27 settembre un altro uomo afferma di averla vista ed è certo della data, essendoci stata quel giorno una partita di calcio.
"Ero in pausa – ha spiegato – e l’ho vista nella corte di Vitriola. Il giaccone era il suo, l’ho riconosciuto: Daniela camminava verso il cimitero ed erano circa le 22 di sera".
Per quanto riguarda il 27 settembre c’è anche una terza segnalazione agli atti a Savoniero (frazione di Palagano) ma, nonostante le indicazioni fornite dai cittadini, non vi sarebbero elementi certi circa la presenza di Daniela in paese in quei giorni.
È certa però l’apertura di un fascicolo a parte e aperto dalla procura contro ignoti per violazione dei sigilli: qualcuno forzò la finestra dell’abitazione di Daniela Ruggi l’8 aprile dello scorso anno, ma non si sa a quale scopo e, soprattutto, non si conosce l’identità del responsabile. Cosa cercava a casa di Daniela?
Il procedimento è a parte rispetto a quello aperto per omicidio e le indagini sono in corso.
Agli atti vi è anche un episodio ‘singolare’: a fare una segnalazione ai militari sono stati anche i ‘Rabdomanti’: i cercatori d’acqua che percepiscono le vibrazioni del sottosuolo e che hanno indicato un terreno smosso in un’area di Vitriola, parlando di ‘tracce di trascinamento’ in un punto in cui i rovi risultavano appiattiti. In quel punto sono stati effettuati scavi che non hanno però condotto ad alcun esito.
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